
Addio al deposito Eni, a Calenzano arrivano 21 MW di fotovoltaico e batterie. Con energia per il territorio

Il 9 dicembre 2024 un drammatico incidente al deposito carburanti Eni di Calenzano ha causato la morte di 5 persone e il ferimento di quasi trenta, una vicenda che ha ancora pendenti contro alcuni dirigenti Eni importanti risvolti giudiziari per valutare le responsabilità in campo. Per dare un nuovo orizzonte al territorio dopo la tragedia, a fine 2025 si era fatta largo l’idea di sostituire il deposito fossile con un hub dedicato alle rinnovabili: un’idea che da oggi inizia davvero a prendere forma col Protocollo d’intesa firmato oggi da Regione Toscana, Comune ed Eni Industrial Evolution. L’accordo disciplina la riconversione dell’area di via Erbosa, subordinata al completamento della bonifica ambientale e al buon esito dei procedimenti autorizzativi.
A firmarlo sono stati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, il direttore Industrial transformation di Eni Giuseppe Ricci e l’amministratore delegato di Eni Industrial Evolution Umberto Carrara.
Sui circa 180mila metri quadrati dell’ex deposito è prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico con una potenza fino a 20 MW, che resterà di proprietà di Eni o di un’altra società del gruppo. La produzione stimata potrà coprire il fabbisogno elettrico di circa 10mila famiglie.
Un secondo impianto fotovoltaico da circa 1 MW, dotato di un sistema di accumulo e collocato vicino al polo sportivo di Calenzano, sarà invece ceduto gratuitamente al Comune. Eni sosterrà anche le spese di manutenzione e gestione, mentre all’Amministrazione comunale sarà riconosciuto il 5% del valore dell’energia prodotta dall’impianto principale per tutta la sua vita utile, fino a un massimo di trent’anni.
«Quel deposito era nato negli anni Sessanta, quando quest’area era ancora prevalentemente agricola e rappresentava un’infrastruttura strategica per la rete dei trasporti – ricostruisce Giani – In tempi recenti, con la crescita del territorio e la forte urbanizzazione, un impianto di questo tipo era diventato del tutto inappropriato e pericoloso, come purtroppo abbiamo visto».
La scelta maturata dopo l’esplosione è stata dunque quella di escludere il ripristino delle attività di stoccaggio e distribuzione dei carburanti. «Il Protocollo che firmiamo oggi traduce quella scelta in un progetto concreto: i 180mila metri quadrati dell’ex deposito diventeranno un hub per la produzione di energia pulita, con un impianto fotovoltaico fino a 20 megawatt, con un sistema di accumulo che sarà messo a disposizione del Comune e il riconoscimento a Calenzano del 5% del valore dell’energia prodotta», aggiunge il presidente della Regione.
Eni si impegna inoltre a realizzare a proprie spese gli interventi necessari alla verifica e al risanamento ambientale del sito. Per coordinare e monitorare il percorso verrà istituito un Tavolo tecnico, chiamato a riunirsi ogni tre mesi. L’intesa conferma anche la salvaguardia occupazionale del personale attualmente impiegato nell’area.
La riconversione energetica si inserisce in un più ampio progetto di rigenerazione urbana. Entro 180 giorni dovrà essere sottoscritto un nuovo accordo per riqualificare il complesso immobiliare dell’ex Omni di via di Le Prata, oggi degradato, valutando la possibilità di assegnare gli spazi inutilizzati alle associazioni locali.
Regione, Comune ed Eni intendono inoltre coinvolgere Ferrovie dello Stato e gli altri soggetti competenti nella riqualificazione della fermata ferroviaria di Pratignone, destinata a diventare un nodo intermodale di interesse metropolitano e regionale, con la prospettiva di potenziare progressivamente il servizio lungo l’asse Firenze-Prato-Pistoia.





