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La kermesse Festambiente proseguirà a Rispescia fino al 9 agosto

La crisi climatica soffoca la Toscana, in Maremma perso oltre il 40% delle piogge

Gentili (Legambiente): «Un campanello d’allarme per l’agricoltura locale e per l’economia del territorio, su cui bisogna intervenire con politiche mirate»
 |  Toscana

Le abbondanti piogge cadute in Maremma a gennaio, febbraio e aprile non sono bastate a proteggere il territorio dalla siccità estiva. Rispetto alla media del periodo 2020-2025, a giugno le precipitazioni sono diminuite del 55% e a luglio del 43%, un deficit che sta mettendo in difficoltà l’agricoltura e contribuendo a prosciugare fiumi e laghi.

I dati sono stati diffusi oggi da Legambiente durante la terza giornata di Festambiente, il festival nazionale dell’associazione ambientalista in corso a Rispescia fino al 9 agosto. Dalla cittadella ecologica è partito anche il flash mob «Non è caldo, è crisi climatica», per chiedere città più fresche e giuste e una rete nazionale di rifugi climatici.

A Grosseto, nel bimestre giugno-luglio 2026, le temperature medie minime e massime sono state rispettivamente pari a 22,4 e 33,9 °C, tra i valori più elevati registrati negli ultimi sei anni. Le minime mostrano la crescente difficoltà del territorio a raffrescarsi durante la notte, mentre le massime accompagnano il susseguirsi delle ondate di calore.

La siccità estiva è arrivata dopo una primavera in cui le precipitazioni maremmane erano rimaste più vicine alla norma, con deficit del 2% a marzo e del 7% a maggio. Il brusco peggioramento di giugno e luglio mostra quanto le piogge concentrate in alcuni mesi non siano sufficienti a garantire la disponibilità d’acqua durante le fasi più calde dell’anno.

«La Toscana – spiega Angelo Gentili, responsabile di Festambiente e del settore agricoltura – è una delle regioni simbolo di una crisi climatica che non dà tregua. Il deficit delle precipitazioni registrate in Maremma, unito alle alte temperature, rappresenta un campanello d’allarme per l’agricoltura locale e per l’economia del territorio, su cui bisogna intervenire con politiche mirate incentivando l’agroecologia, promuovendo pratiche come il riuso delle acque reflue, l’utilizzo di colture meno idroesigenti, la realizzazione di piccoli invasi e velocizzando la diffusione dell’agrivoltaico, anche per ridurre l’evapotraspirazione».

Il caldo estremo investe anche Firenze. L’analisi presentata dall’associazione prende in esame, dal 2015 al 2025, le temperature medie diurne della superficie urbana nei mesi di giugno, luglio e agosto nei quartieri Rifredi, Gavinana-Galluzzo, Isolotto-Legnaia, Centro storico e Campo di Marte.

I picchi più alti emergono a Rifredi, dove la temperatura media mensile diurna al suolo ha raggiunto 49 °C nel luglio 2022 e 2023 e nell’agosto 2025. All’Isolotto-Legnaia sono stati rilevati 49 °C nel luglio 2022, 48 °C nel luglio successivo e nuovamente 49 °C nell’agosto 2025. Nel Centro storico la media superficiale è arrivata a 49 °C nel luglio 2022 e a 48 °C nel luglio 2023 e nell’agosto 2025.

Da Festambiente il Cigno verde torna quindi a chiedere al Governo di stanziare le risorse necessarie per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), insieme a un piano dedicato ai rifugi climatici e a politiche strutturali per la riqualificazione energetica degli edifici, la mobilità sostenibile e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

L’associazione giudica insufficienti le risorse disponibili attraverso il Piano sociale per il clima, appena trasmesso dal Governo alla Commissione Ue, pur riconoscendo come elementi positivi la priorità attribuita all’edilizia pubblica e agli immobili appartenenti alle peggiori classi energetiche. Senza interventi coerenti con gli obiettivi della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, avverte, i benefici rischiano di restare limitati alle famiglie e alle piccole imprese vulnerabili raggiunte dalle misure.

«La canicola che non sta dando tregua all’Italia è il termometro della crisi climatica che sta accelerando – conclude il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – Dalle temperature record agli eventi meteo estremi alla grande siccità di fiumi e laghi, servono più politiche di adattamento e mitigazione e lo stanziamento immediato delle risorse economiche per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. L’Italia non può rincorrere la crisi climatica e le emergenze sempre più croniche, ma deve prevenire e giocare d’anticipo con politiche mirate e lungimiranti».

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.