
Caldo e siccità, gli ambientalisti toscani uniti si rivolgono alla Regione per posticipare la caccia

Posticipare almeno al 1° ottobre l’apertura generale della stagione venatoria e annullare la preapertura prevista il 2 e il 6 settembre per alcune specie. È la richiesta che 17 associazioni ambientaliste e animaliste hanno rivolto alla Regione Toscana, scrivendo al presidente Eugenio Giani, al presidente e ai capigruppo del Consiglio regionale. L’iniziativa segue peraltro la lettera già inviata a tutti i Comuni toscani e prende le mosse dalle conseguenze che, secondo le associazioni, il caldo eccezionale e la grave siccità stanno producendo sulla fauna selvatica, «già ridotta allo stremo».
«Confidiamo che, di fronte all’eccezionalità della crisi ambientale, la Regione sappia anteporre gli interessi di tutti, e quindi la tutela della fauna, agli interessi di pochi, cioè chi, anche di fronte a questa situazione, è pronto a tirare fuori il fucile e colpire una fauna già ridotta allo stremo», affermano le organizzazioni firmatarie.
La richiesta si richiama all’articolo 19 della legge nazionale 157/1992 e agli articoli 30 e 33 della legge regionale 3/1994. Norme che, spiegano le associazioni, permettono alla Regione di vietare o ridurre l’attività venatoria quando si presentano condizioni ambientali di particolare difficoltà. Davanti a quella che definiscono «l’estate più calda della storia», non intervenire rappresenterebbe dunque una precisa responsabilità politica e istituzionale.
La preapertura del 2 e 6 settembre riguarda storno, tortora dal collare orientale e piccione. Ma l’impatto, sostengono gli ambientalisti, non si limiterebbe alle specie cacciabili: la presenza diffusa dei cacciatori provocherebbe disturbo a tutta l’avifauna durante una fase delicata del ciclo biologico, resa ancora più critica dalle condizioni climatiche estreme. A questo si aggiunge il rischio di abbattimenti accidentali o volontari di animali appartenenti a specie non consentite.
Le associazioni ricordano inoltre che l’opportunità di spostare al 1° ottobre l’apertura generale della stagione venatoria è stata proposta più volte dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), indipendentemente dalla presenza di emergenze climatiche. Una misura ritenuta ancora più necessaria durante l’attuale siccità.
A firmare la richiesta sono Cabs, Enpa, Gruppo d’intervento giuridico, Italia Nostra Toscana, Lac, Lav Livorno, Legambiente Toscana, Lipu Toscana, Onda, Wwf Toscana, Amici del Padule di Fucecchio per la biodiversità, Associazione tutela toscana piccioni, Caart, Centro rapaci minacciati, Gabbie Vuote, Giardino dei Fenicotteri e Gruppo Adorno Toscana.
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