[29/10/2007] Rifiuti

La proposta di Legambiente sull´operazione-Bagnoli: contabilizziamo rifiuti e spazi nelle vasche

PIOMBINO (Livorno). Un’unica proposta che prova a ricucire tutte le questioni affrontate fino a oggi. Quella presentata da Legambiente nel corso del convegno che si è svolto questo pomeriggio a Piombino sull’ipotesi di accordo per l’arrivo dei rifiuti dall’ex area industriale di Bagnoli, prova infatti a riportare la discussione alla base:

«La nostra proposta è questa – spiega il presidente del circolo Legambiente Val di Cornia Adriano Bruschi - contabilizziamo gli spazi che ci sono nelle vasche. Poi contabilizziamo la quantità di materiali che abbiamo in zona, quindi non solo i rifiuti della Lucchini, ma anche quelli della cava di San Carlo e i gessi di Scarlino. Vediamo quanti e quali di questi possono essere adoperati immediatamente, senza bisogno di trattamento, nelle vasche del porto, e quali e quanti hanno bisogno di un trattamento. Infine quali e quanti possono essere riciclati in altro modo. E poi facciamo un semplice conto matematico e vediamo se abbiamo bisogno dei rifiuti di Bagnoli».

Nel corso dell’evento, al quale era presente anche l’assessore all’ambiente del Comune di Piombino Luciano Francardi, Legambiente ha ribadito anche la propria ferma contrarietà «al ricatto per lo scambio della 398 con i fanghi o l’autostrada».

Adriano Bruschi conclude ricordando che se l’approccio con cui viene affrontata l’operazione fanghi è quello corretto, verificando cioè che l’area piombinese ha materiale esuberante le proprie necessità, sia portuali che infrastrutturali, «non ha alcun senso buttare 44 milioni di euro per portare a spasso i rifiuti. Con senso solidaristico – conclude Bruschi - proponiamo che quei soldi, ammesso che esistano, vengano equamente suddivisi fra Napoli e Piombino e che vengano spesi per risolvere i problemi esistenti sia qui che lì, visto che anche a Napoli ci sono vasche del porto da riempire».

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