[31/10/2007] Energia

Riconversione a biomasse dell´ex zuccherifico Sadam: nuovo passo avanti

LIVORNO. Nuovo passo in avanti verso la riconversione dello zuccherificio Sadam di Castiglion Fiorentino (Arezzo). Il nuovo progetto per trasformare lo stabilimento in un impianto a biomasse è stato presentato dalla società PowerCrop del gruppo Sadam al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ed ha trovato sostanzialmente concordi enti ed organizzazioni. E’ stato, infatti, sottoscritto oggi un verbale d’intesa che impegna a definire entro il 12 novembre un accordo complessivo che comprende una parte di valutazione più strettamente economica riguardante il settore agricolo, per il quale sarà convocato un apposito incontro presso la Regione Toscana.

«L’iniziativa politica della Cia ha consentito di raggiungere questo importante risultato - afferma Paolo Tamburini, presidente della Cia di Arezzo -: la modifica del progetto, infatti, con un ridimensionamento forte dell’impianto (produzione di energia elettrica per complessivi 25 Mw, attraverso l’utilizzo di biomasse solide ed olio vegetale) corrisponde all’obiettivo di rendere compatibile la riconversione con la costruzione di una filiera agroenergetica che abbia come riferimento le produzioni agricole del territorio».

«Resta ancora da definire nel dettaglio la remunerazione della materia prima - prosegue Tamburini - ma abbiamo fiducia che tale aspetto troverà soluzione, come previsto prossimamente in sede regionale dove, insieme agli enti territoriali, verificheremo tutti gli aspetti che riguardano le produzioni agricole nonché le iniziative concrete per la valorizzazione agricola del territorio di riferimento».

L’intesa raggiunta dovrà essere completata in sede regionale, sotto il coordinamento della Regione Toscana entro il 12 novembre, per arrivare alla sottoscrizione finale dell’accordo per la riconversione produttiva dello stabilimento, con l’obiettivo della piena occupazione riguardo all’impianto e la strutturazione della filiera agricola per la fornitura della materia prima.

«Il protagonismo dell’agricoltura e le opportunità per le imprese agricole del territorio, la costruzione di una filiera per agrienergie, la ricerca di una nuova coesione sociale - afferma Marco Failoni della presidenza regionale della Cia -, sono stati gli obiettivi per i quali la Cia Toscana si è impegnata: la nuova proposta progettuale è una buona base di partenza che potrà permetterci di discutere con maggiore concretezza sul tema del reddito degli agricoltori che aderiranno all’intesa di filiera».

Le dimensioni dell’impianto dovrebbero dunque essere ora quelle ‘proporzionate’ al territorio e stando a quanto è dato sapere l’impianto dovrebbe sfruttare la filiera corta, ovvero le biomasse locali. Due criticità non da poco apparentemente risolte, mentre resta da capire se le biomasse dovranno essere ‘prodotte’ in loco o se si sfrutterà quelle già esistenti. Ovvero se ci sarà bisogno di nuove produzioni ad hoc, o no e quali dovrebbero eventualmente essere.

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