[31/10/2007] Acqua

L´Arno si dà al mini-idroelettrico...

FIRENZE. Alleanza nazionale pare preoccupata per l’installazione di piccole centraline idroelettriche lungo l’Arno per sfruttare i salti di traverse, pescaie e briglie. «Le traverse prese in considerazione per la produzione di energia idroelettrica – ha spiegato l’assessore alla bonifica e difesa del suolo Stefano Giorgetti – sono tutte opere realizzate nei secoli passati per la produzione di energia al fine di alimentare opifici quali mulini o Gualchiere. Le stesse opere, realizzate in origine da privati, hanno negli anni assunto anche importanza dal punto di vista della difesa idraulica provvedendo a stabilizzare il fondo alveo e di conseguenza le sponde del corso d’acqua che nel corso dei secoli hanno subito una progressiva antropizzazione».

«Lo stato attuale di queste opere - continua Giorgetti- risulta però essere fortemente degradato, avendo le stesse da molti anni perso lo scopo per cui erano state costruite e contemporaneamente perso la custodia e la manutenzione da parte dei proprietari-utilizzatori».

La Provincia ha tra l’altro programmato l’esecuzione di alcuni dei lavori di manutenzione più urgenti, inserendoli nel programma triennale delle opere pubbliche. «Per quanto concerne l’inserimento delle opere necessarie alla produzione di energia nel contesto delle traverse- prosegue l’assessore alla difesa del suolo- sono stati previsti impianti completamente integrati che non produrranno aggravio sia sotto il profilo del rischio sia dal punto di vista paesaggistico essendo le stesse pensate in modo tale che tutte le opere siano o inglobate nelle traverse o interrate. Tra l’altro, nella realizzazione dei progetti sarà presa in considerazione il miglioramento delle condizioni ambientali del corso d’acqua- conclude Giorgetti- inserendo all’interno dei progetti soluzione quali quella delle scale di risalita dei pesci».

Soddisfatto a metà si è detto Nicola Nascosti (An) il cui obiettivo, neppure troppo nascosto, era un’altro: «Uno degli aspetti sui quali puntavamo era capire se l’attuale situazione idrica di messa in sicurezza del fiume consentisse un intervento così impattante sulle dodici pescaie. Il progetto mi sembra giusto, anche se non vediamo fondi, in questa finanziaria, per la messa in sicurezza dell’Arno. Un programma di messa in sicurezza che era iniziato col governo Amato, proseguito dal governo Matteoli e interrotto dal governo Prodi». Tentare di produrre anche pochi Kw utilizzando i salti esistenti, con microimpianti in aree già sufficientemente antropizzate, senza minimamente aumentare il rischio idraulico, ci sembra progetto interessante, da approfondire. In merito ai finanziamenti per l’Arno, i governi destra e di sinistra che si sono succeduti non meritano particolari menzioni di generosità. Ma in particolare a noi risulta che il governo precedente non abbia messo un soldo come precisò l’ex assessore all’ambiente della Regione Toscana Marino Artusa in un intervista a greenreport di quasi un anno fa. Oltre ai soldi stanziati dalla Regione, rimangono i 7 milioni di euro dati “a mano” dal ministro Pecoraro Scanio nella sua visita a Firenze per il quarantennale dell’alluvione.

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