[31/10/2007] Consumo

Aumentano gli Ogm in Europa, ma il cibo biologico é il più nutriente e salutare

BRUXELLES. Nonostante divieti, contrarietà, allarmi e diffuso scetticismo verso gli Ogm, secondo EuropaBio, l´associazione delle industrie europee di biotecnologia, «in Europa negli ultimi 12 mesi abbiamo assistito a un incremento massiccio del 77% della superficie coltivata a colture geneticamente modificate. Il raccolto di mais GM ha raggiunto gli oltre 1 000 chilometri quadrati».

Davanti a questa crescita EuropaBio ha chiesto di poter ampliare ulteriormente le coltivazioni, in particolare di mais Bt, e una più celere approvazione di più di 60 altre colture «bloccate tra gli arretrati» a livello europeo. L´unica coltura Ogm finora autorizzata nell´Ue è il mais Bt, resistente alla piralide del granturco, una larva di tarma che colpisce circa il 25% del mais dell´UE e agevola la diffusione di funghi potenzialmente tossici, ma il risultato finale sarebbe anche quello di eliminare anche altri insetti benefici. Il mais Ogm é autorizzato in otto paesi Ue, compresi 21 mila ettari in Francia, dove però il presidente Nicolas Sarkozy ha appena sospeso tutte le coltivazioni di prodotti Ogm.

Johann Vanhemelrijck, segretario generale di EuropaBio, ha detto in un´intervista al “Notiziario CORDIS” che «Se la valutazione del rischio dà il via libera sulla sicurezza del prodotto, quest´ultimo dovrebbe ricevere un´approvazione quasi automatica» ed ha chiesto ai responsabili delle politiche a basare le loro decisioni sulle ricerche scientifiche in maniera più affidabile. «Solo così le società continueranno a investire nella ricerca. Non è possibile continuare a chiedere alle aziende di contribuire per due terzi al 3% dell´obiettivo di Lisbona per la ricerca se non si consente la commercializzazione dei prodotti che scaturiscono da tale ricerca». Secondo EuropaBio «l´impiego di mais Bt aumenta la competitività, contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 e fa bene ai consumatori, perché consente di ingerire meno tossine da fungo presenti sul grano danneggiato dall´insetto».

E agli anti Ogm risponde Marc van Montague, uno dei pionieri dell´ingegneria genetica sulle piante: «la resa maggiore garantita dalle colture GM si rivelerà presto necessaria per alimentare la popolazione mondiale in crescita e soddisfarne il fabbisogno energetico. Gli scienziati hanno creato molte, altre soluzioni più interessanti che potrebbero essere importanti per i consumatori, per l´ambiente e per i paesi in via di sviluppo». Esisterebbero già colture Ogm resistenti alla siccità. «Ma in assenza della struttura economica non possiamo commercializzare tali prodotti. Verranno comunque coltivati in alcuni paesi e gli altri finiranno per seguirne l´esempio, perché se gli agricoltori e l´industria ne vedranno gli effetti, questa scienza diventerà inarrestabile».

Una tesi che sembra smentita non solo da numerosi esperti ed agricoltori ma anche dai risultati del Progetto europeo Quality Low Input Food (Qlif) frutta, verdure e latte biologici «potrebbero essere più nutrienti rispetto ai cibi prodotti non biologicamente e contenere più elevate concentrazioni di antiossidanti che si ritiene riducano il rischio di patologie cardiache e cancro», esattamente il 40% in più dei prodotti coltivati non biologicamente, il latte biologico conterrebbe addirittura il 60% in più di antiossidanti e di acidi grassi dall´effetto benefico.

Si tratta del più grande progetto di ricerca mai realizzato prima sui vantaggi dell´agricoltura e dei cibi biologici ed il coordinatore del progetto, Carlo Leifert dell´università di Newcastle (Regno Unito), ha sottolineato che «mangiare alimenti biologici é equivalente a ingerire una porzione supplementare di frutta e verdura al giorno. Adesso ci sono sufficienti prove a dimostrazione dei maggiori benefici presenti nel biologico. Pertanto, ora chiediamo all’Agenzia per la sicurezza alimentare (Fsa)di riconoscere e ammettere pubblicamente i vantaggi nutrizionali del cibo biologico prodotto con sistemi agricoli biologici gestiti in modo corretto»,

Per 4 anni i ricercatori della Newcastle university hanno allevato bestiame e coltivato frutta e cavolfiori, lattuga, carote, patate e grano, in terreni agricoli a coltivazione biologica e non in Europa ed hanno poi confrontato gusto e qualità nutrizionali.

I risultati contrastano con quanto detto dalla Fsa del governo britannico: «I consumatori possono anche scegliere di comprare alimenti biologici in quanto li ritengono più salutari e nutrienti dell´altro cibo in commercio. Tuttavia, la valutazione degli attuali dati scientifici non conferma questa tesi».

Il progetto, finanziato con 18 milioni di euro nell’ambito del sesto programma quadro dell’Ue é stato realizzato da un consorzio di 31 centri di ricerca, imprese e accademie europee e dei Paesi vicini ed é basato sull’approccio “dal produttore al consumatore”.

Per Leifert occorre «esplorare i meccanismi sottesi grazie ai quali i metodi biologici, al contrario di quelli non biologici, producono concentrazioni così elevate di nutrienti benefici».

Secondo alcune ricerche di mercato, i consumatori europei cercano cibo gustoso, sicuro, accessibile e nutriente che non danneggi l´ambiente. Le aziende agricole con impiego ridotto di pesticidi, che mirano a evitare l´impiego di pesticidi sintetici e di fertilizzanti, potrebbero rispondere alla domanda dei consumatori.

Torna all'archivio