[02/01/2008] Rifiuti

"Cip 6": penultima puntata in finanziaria

LIVORNO. La finanziaria 2008 interviene sulla lunga vicenda relativa alla modifica degli incentivi ex Cip6 che nella legge economica precedente aveva creato più di una fibrillazione per come era stata inserita. Da allora la modifica richiesta, soprattutto da parte dei Verdi e su cui le associazioni ambientaliste avevano raccolto migliaia di firme, per evitare che venisse ancora permessa la pratica di destinare incentivi economici originariamente destinati alle energie rinnovabili, anche al recupero energetico dei rifiuti, di rinvio in rinvio, è arrivata sino alla finanziaria successiva.
Nell´arco di un anno infatti, si è cercato di rimettere a punto il sistema così come concordato all´interno della maggioranza, ora con un emendamento della cosiddetta legge comunitaria, ora con un provvedimento ad hoc, sino ad arrivare alla legge finanziaria varata a fine anno dal parlamento.

Nell´articolo 2 della finanziaria 2008, i finanziamenti e gli incentivi che riguardano anche gli impianti cosiddetti "Cip 6/92" sono concessi ai soli impianti "realizzati ed operativi". Mentre per gli impianti autorizzati e non ancora in esercizio, e in via prioritaria per quelli in costruzione, si prevede che la procedura del riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi (come previsto dalla finanziaria del 2007) sia completata dal Ministero dello sviluppo economico, questa volta in maniera inderogabile, entro tre mesi dall´entrata in vigore della finanziaria stessa. Sempre il ministero dello Sviluppo economico stabilirà nei prossimi mesi le direttive per l´applicazione del nuovo sistema e le modalità per la transizione dal vecchio al nuovo sistema. Sin qui tutto come previsto e più volte dichiarato.

Ma se si legge tra i vari commi che riguardano tutta la materia degli incentivi alle energie da fonti rinnovabili c´è di più: sarà incentivata infatti la quota di produzione di energia elettrica imputabile alle fonti energetiche rinnovabili, anche se realizzata in impianti che impiegano anche altre fonti energetiche non rinnovabili. Che secondo quanto previsto nelle tabelle allegate ( 2 e 3) riguardano rifiuti biodegradabili e biomasse diverse da quelle agricole e derivanti da attività zootecniche. Quindi - ma solo in parte, quella relativa alle biomasse, che d´altra parte sono considerate rinnovabili anche dalla Ue- l´incentivazione al recupero energetico dei rifiuti continua ad essere prevista anche per altri impianti che non siano già "realizzati ed operativi". Le modalità di calcolo di tale quota ( della biomassa contenuta nei rifiuti) saranno definite, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria, con decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell´Ambiente. E vedremo quale sarà la modalità per conteggiare queste quote.

Il ministero dello Sviluppo economico dovrà anche stabilire la modalità attraverso la quale individuare la tracciabilità delle biomasse, perché nel nuovo sistema degli incentivi economici, basato sui certificati verdi, potranno rientrare anche gli impianti di potenza nominale superiore ad 1 Megawatt, che producono energia elettrica da rifiuti biodegradabili e biomasse (sempre individuate come diverse da quelle agricole e da biogas proveniente da allevamenti zootecnici).

Insomma, dalla lettura attenta della finanziaria appena varata, gli incentivi saranno erogati a tutti quegli impianti che producono energia dalle biomasse, ivi comprese quelle contenute nel Cdr (combustibile derivato dai rifiuti). Si tratta ora di aspettare il decreto del ministero dello Sviluppo economico per poter fare un elenco definitivo e individuare quali potranno beneficiare degli incentivi economici. Fra tre mesi, quindi la prossima (e forse) ultima puntata.

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