[03/01/2008] Aria

Auto ed emissioni: Schwarzenegger denuncia l’Epa (e Bush)

LIVORNO. Il governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger lo aveva minacciato e lo ha fatto: la California ha citato in giudizio Enviromental protection agency (Epa), cioè praticamente il governo federale Usa, per aver negato il diritto di legiferare sulla riduzione delle emissioni inquinanti di auto, camion e Suv. Altri 15 stati, che con la California assommano la metà della popolazione Usa, si sono aggiunti nella causa contro l´Epa.

L’amministratore dell’Epa Stephen L. Johnson ha detto che il governo Bush ha già un piano nazionale per aumentare gli standards di qualità dei carburanti e per portare i consumi massimi a 35 miglia per gallone entro il 2020, ed ha definito le proposte dei 16 governatori «un patchwork di norme statali», ma secondo Schwarzenegger il piano californiano è superiore a quello del governo centrale «siamo forti sia non solo dal punto di vista giuridico, ma anche per quello tecnico» dicono i esponenti dell’amministrazione californiana.

La California propone di ridurre le emissioni di gas serra di un terzo entro il 2016 per i nuovi veicoli, un limite adottato da altri 12 Stati che se applicato porterebbe ad una riduzione di 45,4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, più del doppio di quanto riuscirebbe ad ottenere il piano nazionale dell’Epa.

La California si muove in maniera così spregiudicata contro un governo federale dello stesso colore politico perché i cambiamenti climatici sono già visibili con una estesa erosione delle coste, l’innalzamento delle temperature, gli inarrestabili incendi boschivi, la crisi idrica e la riduzione della copertura nevosa sulle montagne della Sierra.

12 altri Stati (Connecticut, Maine, Maryland, Massachusetts, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont and Washington) hanno adottato le stesse norme sulle emissioni della California ed altri sono pronti a farlo, tanto che alla denuncia contro l’Epa hanno aderito anche Arizona, Delaware e Illinois.

Il General attorney dello Stato di New York, Andrei Cuomo, ha detto che «Oggi non c’è alcun problema ambientale più importante e straordinario della minaccia del cambiamento climatico»
La Alliance of Automobile Manufacturers, che rappresenta General Motors, Ford, Chrysler Toyota ed altre sei case automobilistiche, ha invece accolto con favore il piano federale ed il suo portavoce Charles Territo ha detto espressamente: «Siamo d’accordo con l’Epa, per una politica nazionale è importante evitare un patchwork di regolamentazioni statali».

Parole che riecheggiano quelle dell’Epa e che non fanno altro che confermare le accuse dei 16 governatori che Bush avrebbe ceduto alle richieste delle industrie automobilistiche.
Ma per la lobby automobilistica i tempi si annunciano duri anche a Washington, visto che i democratici sembrano molto arrabbiati perché il governo centrale avrebbe violato i diritti degli Stati in materia previsti dal “Clean air act” e che fra le più decise a difendere Schwarzenegger e i suoi colleghi c’è proprio Barbara Boxer, la senatrice democratica della California che presiederà la commissione di supervisione dell’Epa.

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