[03/01/2008] Consumo

2008 anno internazionale della patata per sfamare il mondo del futuro

LIVORNO. Onu e Fao hanno dichiarato il 2008 anno internazionale della patata (Iyp) che «permetterà al mondo intero di prendere coscienza del ruolo chiave della patata, e dell’agricoltura in generale, come elemento per rispondere ai grandi problemi mondiali come la malnutrizione, la povertà e le minacce per l’ambiente».

Le previsioni sono che nei prossimi 20 anni la popolazione mondiale crescerà di 100 milioni di individui ogni anno, il 95% dei quali nasceranno nei Paesi in via di sviluppo, determinando una pressione sulla terra e sull’acqua ancora più forte.

Oltre a quella della protezione delle risorse naturali che assicurino la sopravvivenza dell’equilibrio ambientale e climatico, la comunità internazionale si troverà a dover garantire la sicurezza alimentare di un numero crescente di persone in un mondo nel quale le disparità economiche sembrano accrescersi. L’umile patata potrebbe essere un elemento importante negli sforzi per rispondere a questa sfida planetaria.

La patata, coltivata nelle Ande per almeno 8.000 anni, è arrivata in Europa nel sedicesimo secolo per poi espandersi nel resto del mondo, tanto che oggi le aree coltivate a patate raggiungono i 195 000 km2, e la coltivazione dei tuberi si estende dagli altipiani cinesi dello Yunnan alle pianure subtropicali dell’India, dalle calde vallate di Java alle fredde pianure dell’Ucraina e dell’Irlanda.

La patata é ormai la quarta coltura alimentare del mondo, con una produzione di circa 315 milioni di tonnellate nel 2006, più della metà della quale nei Paesi in via di sviluppo.

«La patata – si legge nel sito ufficiale dell’International year of the potato – fa parte integrante delle strategie che puntano a fornire un’alimentazione nutriente alle popolazioni povere e affamate. E’ perfettamente adattata ai siti dove le terre sono limitate ma dove la manodopera abbonda, condizioni che caratterizzano una gran parte del mondo in via di sviluppo. La patata produce più cibo nutriente su meno terra e nei climi più rudi che tutte le altre grandi colture. L’85% della pianta é commestibile per l’uomo, contro circa il 50% dei cereali».

Ma la patata è anche una fonte di energia perché è ricca di glucidi ed ha il più alto tenore di proteine (circa il 2,1%) tra i tuberi, ed una combinazione di aminoacidi perfettamente adattata ai bisogni umani. Una sola patata di medie dimensioni può fornire la metà della vitamina C necessaria per una persona ed un quinto del potassio giornaliero raccomandato.

Tutte virtù che stanno facendo aumentare la produzione di patate del 4,5% all’anno nell’ultimo decennio, oltrepassando la crescita della produzione di altre numerose derrate alimentari nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto in quelli asiatici,
Le previsioni per il consumo di questo cibo povero ma prezioso sono per una forte crecita nel futuro, comunque, il consumo di patate nel mondo é passato da meno di 10 kg a testa nel 1961-63 a 21.53 kg procapite nel 2003, ed anche se il suo consumo è in calo nella ormai ricca e satolla Europa, il nostro continente é ancora in testa con 93 kg/anno consumate per abitante.

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