[04/01/2008] Energia

Un po’ di verde nella vittoria di Obama: «Uscire dalla schiavitù del petrolio»

LIVORNO. Barack Obama è uscito vincitore dai caucus dell’Iowa, ottenendo il sostegno del 36% degli elettori democratici, seguito da John Edwards, uno che in Italia defineremmo probabilmente un radicale di sinistra, al 31%, e da una scornata Hillary Clinton al 30%.

Tra i repubblicani ha vinto il superconservatore evangelico Mike Huckabee, grazie al voto degli integralisti cristiani e delle donne.

«Inviamo un potente messaggio di cambiamento per l’America» ha detto Obama subito dopo aver conosciuto i risultati del voto ed ha poi promesso di costruire «una nazione meno divisa e più unita. Sarò il presidente che metterà fine alla guerra in Iraq e che riporterà i nostri soldati a casa, quello che comprenderà che l’11 settembre non è uno strumento per fare paura all’elettorato ma una sfida lanciata all’America perché essa rimanga unita».

Parole che potrebbero sembrare retoriche e comunque nel solco di un moderatismo democratico che critica i risultati di una politica avventuristica di Bush che non ha avuto il coraggio di contrastare fin dall’inizio, ma Obama ha aggiunto una promessa “verde” che collega concretamente le buone intenzioni alla causa di molti guai americani: «farò uscire questo Paese dalla schiavitù del petrolio».

Il candidato nero e di origini keniane non usa certo il linguaggio preoccupato ed immaginifico del suo collega di partito e premio Nobel Al Gore, non parla di catastrofi, ma pone pragmaticamente agli americani la necessità di quella che fino a poco tempo fa sembrava una bestemmia, e lo fa criticando i tentennamenti di un’amministrazione Bush non certamente credibile in questo campo.

La ricetta è molto concreta: valorizzazione della ricerca scientifica, delle nuove tecnologie, dell’agricoltura no-food per sviluppare fonti energetiche rinnovabili ed alternative per liberare l’economia americana dalla pressione del barile di petrolio sempre più caro.

Della messa in discussione del modello di sviluppo e di consumi non si parla ancora, ma almeno un primo passo è fatto e la questione energetica probabilmente troverà spazio nel dibattito elettorale di quello che rimane il più importante e ricco Paese del mondo. E’ evidente che il prudente e misurato Barack Obama pensa che parlare di questo gli porti vantaggi elettorali, ed anche questo è il segnale di una svolta in corso in America.

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