[14/01/2008] Consumo

Rimpiattino tra i ghiacci dell’Antartide: Greenpeace a caccia di baleniere giapponesi

LIVORNO. Continua la battaglia fra baleniere giapponesi e Greenpeace nell’Oceano Indiano. «Dopo un inseguimento di 24 ore, per centinaia di miglia nella nebbia e affrontando un mare sempre più mosso, questa mattina la nave di Greenpeace "Esperanza" ha cacciato via la flotta baleniera giapponese dalle aree di caccia dell´Oceano Antartico» annunciano gli ambientalista.. L’ormai famigerata baleniera Nishin Maru è stata scovata dalla nave Esperanza di Greenpeace al margine dei ghiacci antartici, il 60° grado di latitudine, proprio al limite della zona di caccia alle balene. Ma gli ambientalisti sono inseguiti e inseguitori nello stesso tempo, visto che ogni loro mossa è controllata dall´arpionatore giapponese Yushin Maru. «Siamo andati laggiù per fermare la flotta baleniera giapponese e per adesso ce l´abbiamo fatta – dice il responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia, Alessandro Giannì - Ora i balenieri sono fuori dal Santuario dei cetacei dell´Oceano Antartico. E lì dovrebbero restare!».

Il sospetto di Greenpeace è che i giapponesi vogliano avvicinarsi alla "Oriental Bluebird", una nave cisterna battente bandiera di Panama, sia per scaricare la carne delle balene già catturate e macellate che per rifornirsi di carburante per continuare la ricerca dei cetacei. «Stanno rifornendo una nave che non è benvenuta in Antartide e scaricando carne che nessuno vuol mangiare in Giappone – spiega Giannì riferendosi alle 4 mila tonnellate di carne di balena rimaste invendute nel Paese del sol levante. - Abbiamo già visto in passato l´Oriental Bluebird rifornire la Nishin Maru e il resto della flotta. E´ un´attività pericolosa che mette a rischio un ambiente incontaminato come l´Antartide. Inoltre, la nave cisterna non è nemmeno ufficialmente registrata come parte della flotta baleniera e non dovrebbe essere lì». Nel 2007 le due navi si resero protagoniste di uno strano e misterioso episodio che causò anche una vittima tra i balenieri giapponesi: a bordo della Nishin Maru si sviluppò un incendio mentre era vicina alla Oriental Bluebird e secondo Greenpeace che offrì un aiuto subito rifiutato, «non è escluso che fosse in corso un trasbordo tra le due navi che ha messo a rischio, per la possibile perdita di idrocarburi, le acque e le coste antartiche».


Torna all'archivio