[15/01/2008] Consumo

Carne clonata, il dibattito si accende: anche in Toscana

LIVORNO. Come era ovvio che fosse, continua e continuerà a dividere e a tener banco il parere positivo espresso sulla cosiddetta “bistecca clonata” dal comitato scientifico dell’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare. La voce contro questo pronunciamento si alza stavolta dal consiglio della Regione Toscana, attraverso l’intervento di Aldo Manetti (Prc), presidente della commissione Agricoltura. «Voglio esprimere la preoccupazione per questo pronunciamento – dice Manetti - , che arriva in assenza di studi approfonditi e va ad incidere in una materia tanto delicata, con il rischio di vedere inondato il mercato dalla bistecca clonata da una parte e dai derivati dall’altra».

L’Efsa si è pronunciata, infatti, riguardo all’uso di carne e latte di mucche clonate. «Si tratta di un fatto estremamente preoccupante − prosegue Manetti − per almeno due ragioni. La prima: non ci sono certezze in questa delicata materia, che riguarda processi di modificazione del Dna. Secondo problema: è necessario ragionare a fondo su cosa deve essere consumato e cosa no, sulla necessità di privilegiare la qualità e non tanto la quantità».

Poi Manetti annuncia le iniziative della commissione da lui presieduta: “Farà tutto quello che sarà nelle proprie facoltà per contrastare questo orientamento, sia a livello nazionale che europeo, sapendo di rappresentare in questo modo la volontà di grande parte del nostro territorio». «Dobbiamo convincerci − conclude il presidente della Seconda commissione − che è bene consumare ciò che è veramente buono e questo anche a garanzia dei nostri produttori e del marchio di qualità che è una caratteristica del nostro territorio».

Parere assai diverso da quello dell’Aduc (Associazione Diritti Utenti e Consumatori), che invece torna oggi a parlare della questione adducendo un’argomentazione relativa più al metodo che al merito: «Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi – spiega il presidente dell’Aduc Vincenzo Convito - , è confermato che la Fda ha rilasciato un rapporto ufficiale in cui sostiene che le carni e il latte provenienti da animali clonati sono per la maggior parte commestibili. Sono notizie che ci confortano e ci danno speranza, perché questo significa, essenzialmente, che da animali sani si potranno derivare altrettanti animali sani, riducendo enormemente i costi di produzione e sanitari».

«Probabilmente .- prosegue - per qualcuno ciò rappresenterà un problema morale, etico o religioso, ma sarà superabile con l´etichettatura, così come già avviene oggi per i diversi tipi di macellazione. L´importante è che non ci sia qualcuno che pretenda di imporre ad altri la propria morale, la propria etica o la propria religione, ovviamente nel nome della presunta salubrità irrinunciabile della stessa, a chi pensa, ragiona, mangia, beve e vuole alimentarsi in modo diverso. Ognuno si farà la propria informazione e allo Stato il compito di garantire il diritto di ognuno ad essere informato e scegliere di conseguenza, ma lungi dallo Stato e dalle leggi il divieto».


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