[24/03/2006] Parchi

Erosione, 4 milioni per salvare il parco della Maremma

ALBERESE (Grosseto). Nel 2007 dovrebbero essere avviati i lavori di ripristino di un’ampia fascia di litorale, tra Cala di Forno e Principina, sicuramente la più imponente opera pubblica mai avviata dall’Ente Parco della Maremma. L’erosione della linea di costa nei pressi della foce del fiume Ombrone (nella foto) è in effetti un problema che il Parco Regionale della Maremma si trova a fronteggiare da anni e che spera di risolvere una volta per tutte.

Anche perché questo progetto di riequilibrio del litorale di Bocca d’Ombrone (opera che costerà circa 4 milioni e 350 mila euro) prenderà in considerazione anche le problematiche relative all’ingresso di acqua salata nell’ecosistema retrostante alla spiaggia, caratterizzato da zone pinetate e aree umide retrodunali di particolare pregio paesaggistico e ambientale.

«La risoluzione di una problematica così vasta – spiega il presidente del Parco Giampiero Sammuri - poteva essere garantita soltanto da una azione coordinata di diversi soggetti, tra cui la Regione per le funzioni di programmazione e controllo di efficacia, le Province, i Comuni e, in questo caso, l’Ente Parco, per le funzioni d’attuazione degli interventi e di successiva gestione».

Nell’aprile del 2005 l’Ente Parco ha inviato alla Regione Toscana il cosiddetto Documento preliminare di avvio alla progettazione. Adesso, approvato il DPP e completato l’iter di legge per il conferimento dell’incarico di progettista e direzione dei lavori, sono stati individuati nel professor Pierluigi Aminti (ingegnere) e nel professor Enzo Pranzini (geologo) rispettivamente della facoltà di Ingegneria e della facoltà di Geologia dell’Università di Firenze, i referenti tecnici che coordineranno il gruppo di lavoro composto da professionisti provvisti delle specifiche e molteplici competenze necessarie per affrontare esaustivamente le problematiche da trattare; sono state anche temporalizzate le varie fasi e gli obiettivi da raggiungere, precisando che verranno preventivamente redatti il progetto preliminare, le valutazioni di incidenza e di impatto ambientale, e il progetto definitivo, per acquisire l’approvazione da parte della Regione Toscana prima di procedere alla redazione del progetto esecutivo ed alla esecuzione dei lavori.

«L’obiettivo primario – spiega Enrico Giunta direttore del parco – è di ristabilire l’equilibrio del tratto di litorale in erosione che, oltre a determinare una consistente riduzione areale dell’area deltizia, è causa della salinizzazione dei chiari, frequentemente raggiunti dall’acqua marina durante eventi meteomarini. L’arretramento della linea di riva infatti sta minacciando la funzionalità dei canali di bonifica e l’integrità stessa dell’Idrovora di San Paolo, essenziale per il mantenimento del corretto equilibrio dell’ecosistema»

In effetti dal promontorio di Cala Di Forno a Principina le tendenze risultano diversificate, con settori in costante erosione, come il delta dell’Ombrone tra Marina di Alberese e Principina a Mare, o tra Collelungo e Cala Rossa. Studi connessi hanno poi evidenziato lo stato critico dell’argine dell’Ombrone, costruito parallelamente alla linea di costa per impedire alle onde del mare di penetrare nella zona palustre retrostante. All’oggi, infatti, il processo di erosione in atto ha causato il crollo del cosiddetto “arginello” e la scomparsa della spiaggia nella zona della foce del fiume Ombrone, consentendo ai flutti del mare di penetrare verso l’interno e all’acqua salmastra di giungere fino alla zona palustre retrodunale, ai chiari. La conseguenza è un grave problema di alterazione progressiva dell’equilibrio dell’ecosistema.

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