[24/03/2006] Consumo

Sviluppo, conoscenza e ambiente

LIVORNO. Nell’attuale fase dello sviluppo, la sostenibilità ambientale, la qualità sociale e la competitività non sono, né in astratto né in concreto, riferibili a singoli settori quali il manifatturiero piuttosto che il turistico-commerciale, piuttosto che quello agricolo ecc…
Perciò il fulcro delle politiche di sviluppo locale non sta nella scelta del mix migliore fra i settori bensì nella capacità di promuovere la diffusione delle innovazioni e della conoscenza in ogni settore, come dimostrano iniziative di successo in territori con dinamiche produttive e livelli di sviluppo assai diversi.

Le economie locali raggiungono la sostenibilità e si sviluppano in modo sostenibile quando nell’organizzazione dei sistemi produttivi si creano reti e alleanze che favoriscono le economie di scala interne ed esterne e migliorano la posizione competitiva dei territori. Le economie locali si sviluppano e crescono quando le imprese si localizzano, e si espandono quando possono utilizzare le risorse comuni sui territori. La prima risorsa comune di un territorio è la conoscenza storica sedimentata. Nel sapere e nel saper fare. Le economie locali si sviluppano e crescono in modo sostenibile quando le reti di istituzioni programmano e progettano. Non quando accompagnano il dinamismo autonomo delle imprese. E’ l’assumere questo ruolo di riferimento che consente di creare fiducia fra gli attori dello sviluppo e di conseguenza favorisce la diffusione degli investimenti in innovazione di processo, di prodotto e di marketing.

L’organizzazione della produzione (in tutte le sue fasi a monte e a valle), lo sviluppo urbano e terziario e lo sviluppo delle istituzioni, se queste assumono il ruolo di attore, generano meccanismi che mentre rendono più efficiente il funzionamento del sistema economico locale, possono renderlo anche ambientalmente sostenibile. Non ci sono più, come nel passato fordista, ruoli predefiniti e statici in cui vi è chi è deputato a chiedere e chi è deputato a rispondere. Ognuno di questi fattori diventa un elemento di efficienza nel processo di accumulazione, in quanto favorisce, in varia misura, le economie di scala, le economie esterne e la sostenibilità ambientale.

Come dimostra l’esperienza spagnola (ma anche alcune esperienze emiliane), non è ipotizzabile che le imprese rendano sostenibile la loro presenza sul territorio se le istituzioni non assumono il ruolo di soggetto non solo programmatore ma, anche, promotore di progetti che favoriscano l’innovazione e la conoscenza. Diretta ed indiretta. Nella produzione come nelle utilities. A loro volta, la creazione e la diffusione delle innovazioni non sono in grado di ridurre i costi di produzione e di stimolare la presenza delle imprese sui mercati se il sistema istituzionale non favorisce l’interazione tra gli attori economici, quelli sociali e quelli che detengono la conoscenza formale come le Università. Ogni singolo fattore può agire positivamente sul processo di sviluppo locale solo se anche gli altri fattori vi esercitano una influenza positiva. In altri termini sono le reti di relazioni esistenti tra questi fattori che, interagendo, generano i processi di sviluppo ordinati e sostenibili ambientalmente.

E’ la struttura dei rapporti e il modo come sono organizzati localmente che determina il carattere territoriale delle possibilità di favorire lo sviluppo sostenibile. Le imprese sono legate all’ambiente perché sono legate agli attori che lo costituiscono. In ogni ambito territoriale, l’interlocuzione fra gli attori politici, economici e sociali è indispensabile per formulare e contribuire allo sviluppo sostenibile endogeno. Se vi è debolezza in alcuni (o peggio, tutti) questi attori, anche la possibilità di perseguire la sostenibilità e la qualità dello sviluppo sarà debole. La vita e l’evoluzione degli ambienti economici dipendono quindi dai processi interattivi e relazionali: l’ambiente è il risultato di una specie di mobilitazione dei soggetti e l’attivazione degli attori è stimolata dall’esistenza dell’ambiente. O si rafforzano a vicenda o, al contrario, si indeboliscono a vicenda.

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