[17/01/2008] Energia

Geotermia, il problema non è la fonte in sé, ma l´uso che se ne fa

FIRENZE. Si mantiene alto il conflitto locale sul Monte Amiata sulla geotermia tra comitati di cittadini da una parte, l’Enel e la Regione dall’altra, anche dopo la firma del Protocollo (delibera del 26 novembre 2007 n. 870). La contesa viene da lontano ed è destinata a durare a lungo perché ci sono ragioni a favore dell’una e dell’altra tesi. La questione principale non è tanto che la geotermia sia considerata negativamente dalle popolazioni locali di per sé, quanto per l’uso che ne viene fatto da Enel.

La questione riguarda il rapporto tra tecnologia e ambiente che in questo caso fa riferimento ad una tecnologia nota e sperimentata e ad un ambiente dagli equilibri delicati com’è il Monte Amiata dal punto di vista idrico, idrogeologico e paesaggistico, dell’impatto delle emissioni, ecc.

Che nel contesto toscano e nazionale sia utile e necessario utilizzare il calore geotermico al fine di migliorare le condizioni economiche e sociali delle popolazioni locali non ci possono essere dubbi, a condizione che la tecnica sia in equilibrio con le condizioni ambientali.

E’ noto che il calore geotermico come fonte energetica ha dei limiti legati alla trasportabilità, di conseguenza in passato è venuto “naturale” pensare alla sua trasformazione in energia elettrica per poterlo utilizzare anche a grandi distanze. Qui stanno i problemi perché l’Enel agendo come monopolio nazionale trova conveniente e razionale l’uso della geotermia se i giacimenti e gli impianti sono utilizzati al massimo, mentre la Regione Toscana e gli enti locali. trovano conveniente tale utilizzazione non solo per ovvie ragioni economiche, ma anche perché la fonte geotermica consente di tenere alto il tasso di energia prodotta da fonti rinnovabili in Toscana. Si potrebbe discutere sulla correttezza di tale classificazione rispetto a fonti rinnovabili realmente perenni come il sole o il vento o le maree, ma la questione è un’altra.

L’uso intensivo a fini elettrici distorce il vero valore di una fonte energetica locale come questa che è costituito dall’alto differenziale calorico, rispetto ad altre zone, che lo rende trasportabile almeno in un contesto di usi plurimi locali. Da qui nasce la contesa che è per l’appunto intorno alla concezione della sostenibilità o meno dello sviluppo dal punto di vista ambientale (per gli equilibri del territorio), sociale (per la salute degli abitanti e l’uso delle risorse locali), ed economico (per la creazione e il mantenimento presente e futuro del reddito).

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