[17/01/2008] Comunicati

Qualità dell´aria, una scheda Arpat su pollini e licheni

FIRENZE. E’ stata pubblicata una nuova scheda informativa dell’Arpat intitolata “Qualità dell’aria: pollini e licheni”. L’agenzia da anni svolge attività di biomonitoraggio della qualità dell’aria con questi bioindicatori al fine di individuare l’eventuale presenza in atmosfera di sostanze inquinanti che alterando le condizioni ambientali possono andare ad interferire sui livelli di salute e stato di benessere dell’uomo, degli animali e delle piante.

L’opuscolo dedica la prima parte ai pollini e all’aerobiologia una “scienza che studia le particelle di origine biologica presenti nell’atmosfera (pollini, spore fungine, batteri, acari, alghe, licheni, ecc.) in relazione anche ai loro effetti sull’ambiente”.

L’Arpat ha dedicato alla materia un’apposita Articolazione regionale funzionale con sede presso il Dipartimento provinciale di Pistoia. Il biomonitoraggio di pollini e spore fungine, rappresenta un settore di studio di particolare importanza, visti gli effetti che tali sostanze possono avere sulla salute umana. L’Arpat si occupa della realizzazione di calendari che illustrano la presenza atmosferica di pollini e di altre spore nell’arco dell’anno, decisamente utili soprattutto per chi soffre di allergie.

Inoltre l’Articolazione funzionale regionale di Aerobiologia elabora ogni settimana un bollettino dei pollini e delle spore fungine aerodisperse sulla base delle rilevazioni fatte dalle stazioni di campionamento regionali. La seconda parte della scheda informativa è dedicata invece ai licheni, ottimi bioindicatori dell’inquinamento atmosferico per le loro caratteristiche organiche. Hanno ampia diffusione, sono particolarmente sensibili agli agenti inquinanti (dato che non avendo radici assorbono le sostanze loro necessarie esclusivamente dall’atmosfera), hanno una lenta capacità di riparare i danni e di liberarsi delle sostanze tossiche accumulate, lasciando così evidenti i segni dell’inquinamento, quindi sono anche buoni bioaccumulatori.

L’Agenzia fin dalla sua nascita rileva la qualità dell’aria attraverso la bioindicazione dei licheni epifiti (che crescono cioè sul tronco di alberi). Il metodo standardizzato è molto complesso. In sintesi: le specie licheniche presenti in un determinato reticolo, la loro densità e il loro stato di salute, rilevano il livello di inquinamento dell’aria. La presenza di sostanze inquinanti causa infatti nei licheni la riduzione della fotosintesi per danneggiamento della clorofilla, lo scolorimento e la modificazione della forma, la diminuzione delle specie di licheni e del numero di individui all’interno di ogni specie. Attualmente l’agenzia è impegnata nel Progetto nazionale di studio della qualità dell’aria tramite licheni epifiti promosso da Apat. Questo progetto si avvale di circa 930 stazioni di rivelamento distribuite su tutto il territorio nazionale 65 delle quali si trovano in territorio toscano.

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