[17/01/2008] Urbanistica

La Regione spiega l´ok alle ricerche di oro in provincia di Grosseto

LIVORNO. L’assessore regionale all’energia, Anna Rita Bramerini, respinge l´ipotesi che la Regione abbia ignorato il parere negativo sul rilascio dei permessi ad effettuare indagini geologiche finalizzate a ricercare la presenza dell’oro, formulato dalla Provincia di Grosseto e dal Comune di Roccastrada.

«La Regione – precisa al riguardo l’assessore – ha grande attenzione sia nei confronti delle opinioni degli enti locali, che alla tutela dell’ambiente, tanto che apprezziamo i pareri della Provincia di Grosseto e del Comune di Roccastrada. Se in questa fase avessimo negato i permessi, in caso di ricorsi saremmo risultati soccombenti. Per il momento si è di fronte ad attività di ricerca che non hanno nessun impatto ambientale. Siamo certi che a livello locale le istituzioni vigileranno sulla correttezza del comportamento delle società autorizzate, così come certamente faranno i nostri uffici».

L´anno scorso un episodio del genere riguardò la zona del Chianti, dove si autorizzò la ricerca di idrocarburi, sempre con la stessa motivazione: ovvero che le attività di ricerca non avrebbero impatti significativi sul territorio, ma che in caso di richiesta di autorizzazione per l´estrazione di materiali, sarebbero state attivate tutte le procedure previste dalla legge, a partire dalla valutazione d´impatto ambientale.

E’ infatti compito dell’Autorità di vigilanza sulle attività minerarie della Regione, controllare il rispetto delle disposizioni impartite. «Infatti nel caso in cui i titolari dei permessi deroghino da ciò che è stato loro concesso – conclude l’assessore Bramerini - cioè dal prelievo di piccole quantità di materiali, siamo pronti a revocare le autorizzazioni. Ricordo infine che qualora i risultati di tali indagini inducano le società minerarie a richiedere altri permessi per interventi impattanti, allora non soltanto diventerebbe necessaria una valutazione di impatto ambientale, ma così come contenuto nell´attuale decreto dirigenziale, richiameremo esplicitamente i pareri degli enti locali sulla possibilità di effettuare attività estrattive nelle zona, prefigurando chiaramente quale sarebbe il nostro atteggiamento in merito. Faremo cioè leva, per negare il permesso di coltivare cave o miniere, sulle previsioni dei piani strutturali, di quelli paesistici o idrogeologici e dei regolamenti urbanistici e degli altri strumenti di pianificazione e tutela del territorio esistenti a livello locale».

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