[18/01/2008] Energia

Destra e sinistra d’accordo: emissioni zero (in Norvegia)

LIVORNO. Saranno il petrolio e il gas naturale che riempiono le virtuose casse del regno, sarà la civiltà scandinava e il senso civico che si traduce in senso comune di un condiviso destino, sarà che non ci sono Mastella e Berlusconi, Pecoraro Scanio e Bossi, ma in Norvegia l’ambiente unisce e non divide. Tutti i partiti politici norvegesi dall’opposizione conservatrice all’estrema sinistra ieri hanno raggiunto un accordo per fare della Norvegia il Paese leader nella riduzione delle emissioni di CO2. Unica eccezione il partito del Progresso, una formazione di destra, populista e che ostenta un razzismo anti-immigrati.

Secondo il giornale Aftenposten il patto tra destra centro e sinistra prevede in particolare che la Norvegia punti a diventare uno Stato ad emissioni zero entro il 2030 invece della data limite del 2050 fissata dal nuovo governo di centrosinistra di Oslo. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi il più importante produttore di petrolio dell’Europa occidentale aumenterà le tasse ambientali per diesel e benzina e la maggioranza di queste verrà devoluta alla ricerca sulle questioni climatiche legate alle energie rinnovabili.

Fino a ieri i partiti norvegesi avevano fallito ogni tentativo di accordo per fissare obiettivi concreti in termini di emissioni. E’ singolare, soprattutto visto dal nostro ridotto mediterraneo, che l’accordo tra conservatori e progressisti sia avvenuto al rialzo e non verso il basso del vorrei ma non posso, come siamo purtroppo abituati a vedere troppo spesso alle nostre latitudini.



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