[18/01/2008] Energia

Nucleare iraniano, mentre si tratta e si accusa, la Russia rifornisce Teheran

LIVORNO. L’organizzazione dell’energia atomica iraniana ha annunciato che oggi la Russia ha fornito all’Iran un nuovo lotto di 11 tonnellate di combustibile nucleare per il funzionamento della centrale atomica di Buchehr. «In febbraio termineremo il rifornimento ed il lavoro comincerà realmente alla centrale in luglio-agosto» ha detto Sergei Kirienko, il direttore generale della holdig statale dell’energia nucleare russa Rosatom.

La Russia prosegue dunque a rifornire di combustibile e tecnologia atomiche l’Iran, mentre all’Agenzia internazionale dell’energia atomica di Vienna il ministro degli esteri della Germania, Frank-Walter Steinmeier, conferma ad El-baradei ed ai giornalisti che «il problema posto dal programma nucleare iraniano non è ancora regolato. La comunità mondiale non permetterà che una tecnologia che conduce alla creazione dell’arma nucleare si sviluppi in questa regione». Una regione che in realtà allora comprenderebbe anche Israele e Pakistan che quell’arma ce l’hanno ed Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che hanno appena commissionato 3 centrali nucleari alla Francia.

Per Steinmeier i risultati della recente visita di el-Baradei a Teheran serviranno all’avvio di una discussione costruttiva tra i Sei (Russia, Usa, Cina, Gran Bretagna, Germania e Francia) nel prossimo incontro sull’Iran che si terrà a Berlino.

Intanto, mentre la Russia discute con gli altri e rifornisce l’Iran da sola, a Pechino il segretario del Consiglio supremo della sicurezza nazionale iraniana Said Jalili, ha detto che i negoziati con la Cina sul nucleare sono «costruttivi e positivi. Durante questi negoziati, la parte cinese a salutato la cooperazione tra Iran ed Aiea» riferisce l’agenzia iraniana Irna.

I ministro cinese degli esteri, Yang Jiechi sta svolgendo una difficile mediazione anche per conto degli occidentali, e vuole tenere aperta la porta della cooperazione Iran-Aiea e regolare la questione nucleare iraniana esclusivamente per via diplomatica, anche perché a Pechino il petrolio iraniano interessa molto e vede come il fumo negli occhi i proclami guerreschi di Bush e l’embargo contro Teheran.

"La questione nucleare iraniana – ha detto Yang – è attualmente ad un punto cruciale. La Cina spera che tutte le parti interessate, tra le quali l’Iran, dispieghino sforzi congiunti per riprendere i negoziati il più presto possibile, al fine di promuovere una soluzione completa ed appropriata della questione».

Gli ineffabili Russi avevano accolto solo ieri a Mosca il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni, preoccupatissima per il proseguimento delle attività di arricchimento dell’uranio in Iran che secondo lei «testimoniano l’obiettivo militare del programma nucleare iraniano. Dal momento che la Russia deciso di fornire i combustibile nucleare per la centrale di Buchehr, le attività di arricchimento dell´uranio non possono proseguire che a fini militari».

La Livni ha ricordato che i servizi segreti americani sono convinti che l’Iran ha tentato di realizzare clandestinamente un’arma nucleare (proprio come a suo tempo fece Israele).

«L´Iran rappresenta una minaccia, perché la sua ideologia sfiora la follia, perché tenta di entrare in possesso di armi nucleari in violazione del trattato di non-proliferazione, perché nulla può escludere delle fughe di tecnologia nucleare e l’”effetto domino” quando altri Paesi “moderati” accelereranno il passo per dotarsi dell’arma nucleare».

L´Iran continua a giurare sulla natura pacifica del suo programma nucleare e si rifiuta, ben sostenuto da Mosca, di sospendere l’arricchimento dell’uranio che, dice la Repubblica islamica, non è vietato per fini civili dal trattato di non proliferazione nucleare.

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