[18/01/2008] Urbanistica

Firenze, ecco il piano di sviluppo rurarle della Provincia

FIRENZE. Il settore agricolo presenta i suoi numeri in provincia di Firenze: 123 ha di superficie agricola utilizzata (Sau) su 250 di superficie agricola totale (Sat), 31mila addetti distribuiti su circa 17mila imprese agricole che operano sul territorio. Un settore che colloca Firenze nella zona di vertice della realtà regionale toscana, sia per fatturato che per occupati. Ma le filiere produttive (vino, zootecnia, olio, agriturismo...) hanno ora bisogno di un sostegno per poter competere sui mercati nazionali ed internazionali. E gli aiuti arriveranno dalla provincia che ha presentato il programma per lo sviluppo rurale per il quadriennio 2007-2010, in cui è previsto un primo pacchetto di misure rivolte al rilancio della competitività del settore agricolo e forestale, alla salvaguardia dell´ambiente e al miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali.

«Vogliamo dare una spinta per innovare l’impianto produttivo delle imprese – ha affermato il presidente della provincia Matteo Renzi (Nella foto) – per ridare competitività e fiducia al settore agricolo e forestale e fronteggiare meglio quelle situazioni di incertezza che troppo spesso minano le prospettive di sviluppo di tante aree rurali fiorentine. Il comparto agroalimentare fiorentino – ha continuato Renzi – è vivo e dinamico, e l’Ente è in grado si assecondarlo: lo dimostrano i numeri della passata programmazione 2000-2006, dove abbiamo impiegato appieno l’intero budget assegnatoci, determinando addirittura un ‘overbooking’ sulle risorse non utilizzate altrove».

Il piano di investimenti è di 25 milioni di euro a cui vanno sommati altri 20 gestiti dalle due Comunità Montane fiorentine: la somma rappresenta per il momento una prima tranche della più ampia dotazione disponibile fino al 2013. Non sarà un intervento “a pioggia”, assicurano dall’amministrazione, ma si concentrerà su linee strategiche ben precise. Ad esempio degli oltre 11 milioni di euro destinati agli investimenti strutturali nelle aziende, oltre quattro serviranno a riqualificare gli agriturismi (oltre 500 in tutta la provincia) o a diversificare le attività agricole tradizionali, a partire dalla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, o a curare il paesaggio rurale e il turismo equestre.

«Ma la nostra attenzione non sarà rivolta solo alla parte strumentale delle imprese - ha sottolineato l’assessore provinciale all’Agricoltura Pietro Roselli – ma anche al capitale umano. Poco meno di due milioni di euro saranno infatti finalizzati a favorire il ricambio generazionale, con l’ingresso nelle aziende di giovani agricoltori. Inoltre ci saranno investimenti per la cura del patrimonio boschivo, per lo sviluppo delle tecniche di produzione più rispettose dell’ambiente e della salute dei consumatori, come la coltivazione biologica o quella integrata dove confluiranno circa sette milioni di euro di aiuti» conclude l’assessore.



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