[22/01/2008] Parchi

Il lungo viaggio di Tara alla deriva nei ghiacci

LIVORNO. Il 17 gennaio la goletta Tara ha oltrepassato la boa dei 500 giorni di spedizione nell’Artico, un anno e mezzo di deriva tra i ghiacci che l’hanno trascinata per 5.200 chilometri attraverso la banchisa polare, a 10 km di velocità al giorno. «Tara naviga da lunedì in acque libere ma incontra ancora dei residui di ghiaccio – comunica l’equipaggio -. Questa risalita verso nord per raggiungere Longyearbyen (capitale delle Spitzberg) si fa nella notte. Tara dovrebbe toccare terra entro la fine della settimana per la prima volta dopo 500 giorni». Una vera e propria navicella del global warming, quasi pronta ad uscire dall’abbraccio del ghiaccio.

«Questo lungo viaggio di Tara - spiega una nota dell’Iucn (World conservation union), uno degli sponsor della spedizione – è passato a 160 km dal Polo Nord geografico per 88°32´ Nord, il 28 maggio 2007. Tara è così la nave prigioniera dei ghiacci che ha raggiunto la posizione più a nord del mondo». Ora che Tara è stata espulsa dalla banchisa per ridiventare un veliero, il battello e il suo equipaggio di 10 persone ci metteranno tre giorni per raggiungere le Spitzberg per uno scalo tecnico di qualche giorno. Sarà il primo ritorno alla civiltà per il capo della spedizione Grant Redvers ed il capitano di Tara Hervé Bourmaud, dopo un anno e mezzo di vita polare. Dopo un controllo completo, Tara farà rotta verso il porto bretone di Lorient, dal quale era partita e dove è attesa da una calorosa accoglienza, mostre, convegni e festeggiamenti.


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