[23/01/2008] Energia

I Casini energetici di Pier Ferdinando

ROMA. Ogni volta che ascolto l’onorevole Pir Ferdinando Casini ho sempre l’impressione di un politico da bar, uno che spesso parla di cose che non sa e cerca di coprire la sua ignoranza parlando con enfasi e contando sul fatto che il pubblico che lo ascolta sia più ignorante di lui e quindi non capisca le stupidaggini che spara. Ne ho avuto una riprova ascoltandolo Domenica sera alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fazio, dove ha sicuramente dato il meglio di se.

Con il piglio decisionista che lo contraddistingue si è avventurato sulla questione energetica, definendola la priorità delle priorità per il futuro di questo paese, resa tale dal fatto che il popolo italiano votando vent’anni fa massicciamente contro l’energia nucleare avrebbe impedito all’Italia di garantirsi l’autonomia energetica, e successivamente dall’incapacità di chi governa di decidere di fare i rigassificatori, con cui si potrebbe ridurre la dipendenza dall’estero. Dunque la ricetta con cui l’onorevole Casini pensa di rendere il paese autonomo energeticamente è il rilancio del nucleare (che non inquina ha affermato) e la costruzione dei rigassificatori.

L’idea che dalla crisi di governo si potrebbe uscire con Casini ministro per le politiche energetiche ed ambientali fa venire i brividi, anche se confesso sarei curioso di vederlo come responsabile della localizzazione delle future centrali nucleari. A parte le battute e a parte le consolidate considerazioni sull’intrinseca insicurezza del nucleare e l’incapacità a smaltire le scorie che produce, andrebbe ricordato all’onorevole Casini che l’Italia non ha più da tempo un’industria nucleare e che soprattutto non ha un grammo di uranio e che quindi se malauguratamente si decidesse di costruire una centrale nucleare bisognerebbe ricorrere ad uranio e tecnologia straniere, accentuando quindi la dipendenza energetica del paese.

Ancora più inquietante è l’affermazione sui rigassificatori che renderebbero il paese più autonomo dall’estero. I rigassificatori, come dice la parola stessa, servono a riportare allo stato gassoso il gas, liquefatto e congelato a meno 150 gradi, portato su navi che provengono da paesi che hanno, contrariamente all’Italia che lo ha già estratto tutto, gas nel sottosuolo. Non si tratta quindi di autonomia energetica, ma più semplicemente di diversificare i paesi da cui dipendere. Certo stupisce che fra tante fesserie si sia dimenticato delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, di cui persino Scaroni dell’Eni si ricorda.

La dimenticanza colpisce perché le uniche fonti di cui il paese è ricco e quindi in grado di liberarlo dalla dipendenza estera sono proprio il sole, il vento e la biomasse, a cui aggiungere le rinnovabili che grazie ai nostri nonni (idroelettrico e geotermico) abbiamo già e la fonte più rinnovabile che esista, la nostra intelligenza che può farci usare in modo razionale ed efficiente l’energia. All’amico Mercalli sarà venuto il mal di stomaco per non aver potuto replicare a tante stupidaggini, penso potrebbe passargli se gli permettessero di fare qualche precisazione domenica prossima.


Torna all'archivio