[24/01/2008] Energia

Verso l’Opec del Gas?

LIVORNO. I Paesi partecipanti al Gas export forum stanno progettando la creazione di un’Opec del gas che dovrebbe essere presentata al settimo vertice del Gas Exporting Countries Forum (Gecf) che si terrà a Mosca a giugno. Un nuovo organismo che sembra osteggiato soprattutto dai due grandi acquirenti di gas: Unione Europea e Usa e che riguarda da vicino anche l’Italia, visto che comprenderebbe tutti i vecchi fornitori che ci riforniscono attraverso le tubazioni terrestri e sottomarine, e i nuovi che dovrebbero rifornire i rigassificatori in progetto.

Secondo il quotidiano russo Kommersant, «la trasformazione di un raggruppamento informale privo di un organismo di coordinamento centralizzato in una organizzazione internazionale credibile, costituisce la principale preoccupazione del Gecf. I suoi partecipanti disporrebbero così di facoltà di controllo ben più importanti sul mercato del gas che l’Opec nella sfera petrolifera». Il progetto era stato proposto lo scorso anno dall’Iran ed una riunione dell’alto comitato Gecf si è tenuta ieri in Egitto con la partecipazione del colosso russo Gazprom e del ministro dell’energia e dell’industria di Mosca. Fonti governative russe riportate da Kommersant rivelano che «La maggior parte delle linee del progetto riguardanti l’adesione, il segretariato, e le disposizioni finanziarie, riprendono pressoché parola per parola la carta dell’Opec», ma da Gazprom filtra la notizia che il progetto di statuto non è ancora definitivo e che le specificità del settore del gas devono essere prese in considerazione.

Ma anche dai ministeri russi degli esteri e dell’economia verrebbero alcune perplessità sul documento le cui prospettive economiche vengono giudicate abbastanza aleatorie. Preoccupa anche il fatto che così si sosterrebbe troppo apertamente un’iniziativa iraniana, proprio mentre il Paese degli Ayatollah ha aperto vari fronti di conflitto con l’occidente che espongono già la Russia. Comunque, secondo Kommersant, «i membri del Gecf si accorderanno sulla carta a giugno durante la riunione del comitato, che dovrà aver luogo a Mosca, alla vigilia del settimo forum annuale. La data esatta non è ancora stata fissata».

Bocche ufficialmente cucite a Gazprom sulla proposta iraniana e il ministro russo dell’industria e dell’energia, ha detto a Kommersant che «è prematuro affermare che l´organizzazione internazionale possa vedere la luce a Mosca. I negoziati sui nuovi principi di determinazione del prezzo del gas, l´accordo tra le esigenze dei produttori e dei consumatori, così come le raccomandazioni di investimenti nella sfera gasiera sono sempre meglio in corso di esame. Ma è troppo presto per parlare di un sostegno all’iniziativa iraniana».

Il Gas Exporting Countries Forum si è riunito per la prima volta nel 2001 proprio nella capitale dell’Iran, Teheran, e comprende Algeria, Bolivia, Brunei, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Guinea Equatoriale, Indonesia, Iran, Libia, Malaysia, Nigeria, Oman, Qatar, Russia, Trinid e Tobago e Venezuela. Il Turkmenistan ha già partecipato ad alcune sessioni ministeriali, mentre la Norvegia partecipa come osservatore. Intanto i russi annunciano che il 2008 sarà l’anno cruciale per i negoziati russo-cinesi sul gas e il ministro russo dell’industria e dell’energia Viktor Khristenko ha detto: «Ci siamo fissati come obiettivo di terminare i negoziarti sul prezzo del gas prima della fine del 2007. Ma in realtà, è l’anno 2008 che sarà cruciale a questo riguardo».

Secondo Khristenko la recente integrazione della Cina nel mercato del Gas rende più complessi i negoziati, «In Cina non esistono infrastrutture per il mercato del gas – spiega a Kommersant – e lo stesso mercato è, propriamente parlando, inesistente. E’ per questo che la componente gasiera sarà presto essenziale per l’equilibrio energetico del gigante asiatico. Ma questo obiettivo non è imminente, i partner cinesi si possono permettere di far progredire i negoziati al ritmo che gli conviene». Ma l’affare rimane comunque gigantesco: la fornitura di gas russo alla Cina potrebbe raggiungere i 68 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2020, 30 dei quali proverrebbero dalla Siberia occidentale e 38 da quella orientale. I russi contano di chiudere i negoziati nel 2008 per poter fornire nel 2011 il gas della Siberia occidentale e nel 2016 quello della Siberia dell’est.


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