[25/01/2008] Energia

Nasce il catasto informatico delle caldaie di Lucca: fa bene alle tasche e all’ambiente

LUCCA. La provincia di Lucca ha fatto la foto delle caldaie delle abitazioni dei suoi comuni sotto i 40 mila abitanti, esclusi quindi Lucca, Viareggio e Capannori che, per legge, devono avere un catasto autonomo. Ne è venuta fuori un’immagine che Sevas, la società che ha in affidamento il servizio di verifica dall’ottobre 2005, definisce così: «Caldaie con un discreto stato di manutenzione e non vecchie, buona resa degli impianti, in maggioranza alimentati a metano, e grado di sicurezza accettabile ma, soprattutto, la creazione di un catasto informatico aggiornato sugli apparecchi dediti al riscaldamento delle abitazioni».

I risultati della ricognizione sul rendimento energetico delle caldaie, giunto al suo terzo biennio di applicazione della normativa vigente, sono stati presentati oggi con una conferenza stampa nella sede della provincia. Grazie agli interventi di controllo è stato possibile stilare un catasto informatico degli impianti di 29 comuni su 32 della provincia di Lucca: «Una ricca banca dati – spiega Giuseppe Paternò del Toscano, presidente del Cda della Sevas - realizzata con 75.000 autocertificazioni pervenute nei tre bienni (42.000 nel periodo 2006-2007) integrate con le 21.500 ispezioni fatte fare dall’amministrazione provinciale, nel periodo 2001-2007.

Di queste verifiche, 11.650 sono state effettuate da Sevas srl nell’ultimo biennio. Attualmente il catasto degli impianti termici di competenza della Provincia conta circa 50.000 impianti, pari a circa il 58% del totale. Dall’esame dei dati accatastati si ha il quadro seguente: tipologia: 79% a metano; 12% GPL; 7% gasolio ; 2% a legna (o altro combustibile solido); vetustà: 57 % degli impianti è stato installato dopo il 2000, 37% tra il 1990 ed il 2000 mentre il 6% prima del 1990; efficienza: 85% degli impianti ha un rendimento superiore al 90%; 13% compreso fra il 90 e l’87% mentre solo il 2% ha rendimento inferiore all’ 87%.

Per il presidente della provincia di Lucca Stefano Baccelli «I buoni risultati del lavoro svolto finora sono sotto gli occhi di tutti. L’accordo virtuoso tra l’azienda Sevas e i manutentori ha permesso di rilevare l’efficienza di molti impianti e di capire che molti cittadini sono più sensibili e attenti al risparmio e alla sicurezza. Provincia e Sevas continueranno a lavorare per implementare il catasto e migliorare il servizio dei controlli ma, soprattutto, si impegneranno attraverso varie iniziative per una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sul tema della tutela ambientale e del risparmio energetico». Per un buon funzionamento del meccanismo è ritenuta fondamentale la collaborazione dei manutentori, necessaria per poter accatastare la parte restante degli impianti: già nell’ultimo biennio sono stati applicati 12.000 bollini calore pulito e integrando ancora di più la collaborazione tra Sevas e manutentori «sarà possibile lavorare maggiormente sugli impianti autocertificati e diminuire le verifiche a titolo oneroso per gli utenti finali da parte degli ispettori Sevas».

Negli ultimi due anni, verifiche e controlli hanno riguardato circa 11.500 verifiche, di cui 7800 su impianti non autocertificati, nel 68% dei casi le inadempienze erano quasi sempre di tipo amministrativo, le non conformità tecniche (basso rendimento o elevato livello di monossido di carbonio) non raggiungono il 10%, le situazioni pericolose o rischio sono state 139. L’assessore allo sviluppo sostenibile Maura Cavallaro, ha ricordato che la provincia di Lucca ha sottoscritto un accordo insieme ad altri enti locali, alle associazioni di categoria e dei consumatori per razionalizzare e contenere i costi di manutenzione, suddividendo anche le tariffe per fasce di reddito: «Con questo piccolo gesto si ottempera alla legge – ha detto - si aiuta l’amministrazione pubblica ad avere conoscenza della situazione degli impianti sia dal punto di vista dell’efficienza energetica, sia della sicurezza e, contemporaneamente, si migliora lo stato di benessere del proprio habitat riducendo l’importo della bolletta. Dal canto suo l’amministrazione può dire di aver portato avanti quelle iniziative di contenimento degli sprechi energetici e di miglioramento della salute pubblica che erano stati sanciti con il processo di Agenda 21 e con l’approvazione del programma energetico provinciale. Ricordo, infatti, che il miglioramento dell’efficienza delle caldaie si ripercuote direttamente sul livello di emissioni nell’ambiente. Siamo in grado di affermare che in sei anni siamo arrivati al 50% del percorso intrapreso».


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