[10/03/2008] Comunicati

In Tibet spengono gli incendi con la neve

LIVORNO. Mentre in Nepal ed India i rifugiati tibetani cercano di raggiungere la frontiera cinese per ricordare la sanguinosa occupazione del loro Paese nel 1959 e protestare contro le olimpiadi di Pechino, in Tibet si fanno ancora i conti con un devastante incendio iniziato una settimana fa nella prefettura di Nyingchi, spento solo ieri dopo giorni di battaglia contro il fuoco che, spinto dal vento, ha divorato completamente 68 ettari di foresta e ne ha danneggiato fortemente 208.

Il grande incendio è stato spento solo grazie alla neve. I meteorologi cinesi hanno lanciato 20 missili per inseminare le nubi per causare precipitazioni nevose e fermare l’incendio che rischiava di distruggere la densa foresta che copre il 46% della regione di Nyingchi, a circa 400 km da Lhasa, la capitale del Tibet.

Oltre 23 mila persone sono stati evacuate e numerose squadre di pompieri sono ancora all’opera per controllare gli ultimi focolai ed impedire che l’incendio riparta. Le perdite sono ufficialmente stimate in 530 mila yuans (circa 71 mila dollari), che evidentemente non comprendono i danni ambientali. Più difficile da spegnere sembra l’altro incendio, quello politico, che non solo vede i giovani tibetani reclamare pacificamente i loro diritti nazionali, ma anche il Xinjiang minacciare, con il terrorismo islamico e indipendentista turchestano, la tranquilla e luccicante facciata delle olimpiadi di Pechino.

Torna all'archivio