[13/03/2008] Parchi

I cervi delle foreste Casentinesi ripopolano i parchi italiani

PRATOVECCHIO (Arezzo). Altri tre cervi catturati nel parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna andranno a ripopolare il parco abruzzese Gran Sasso e dei Monti della Laga. In precedenza altri 17 ungulati erano stati concessi al parco nazionale dei Monti Sibillini e altri 4 avevano già preso le strade d´Abruzzo. Dagli anni ´60, i cervi sono cresciuti molto nelle foreste Casentinesi e sembrano aver raggiunto i duemila capi, tanto da diventare una riserva dalla quale attingono le aree protette, con un piano di collaborazione tra i più importanti parchi italiani che vogliono ricostituire le popolazioni di questi grandi erbivori.

Al fine di tutelare le esigenze di una specie nella quale è significativo l´elemento sociale, l´intervento è proteso verso la cattura del gruppo familiare. Questa misura garantisce una minore dispersione degli esemplari nelle nuove aree. «La richiesta di cervi – spiegano all’ente parco - nasce a seguito di un articolato progetto di reintroduzione iniziato nel territorio del parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga già nel 2004 che rientra a pieno titolo in un piano di carattere nazionale con l´obiettivo di contribuire alla ricostituzione della biodiversità e al miglioramento funzionale degli ecosistemi. Questi esemplari, come i precedenti, verranno muniti di radiocollare per permettere ai tecnici di seguire i loro spostamenti durante la delicata fase di esplorazione ed appropriazione del territorio.

La ricostituzione della popolazione dei cervi consente anche di aumentare le potenzialità turistiche dell´area protetta. Questo perché i cervi, grazie al particolarissimo verso, il bramito e alla relativa facilità con la quale si lasciano osservare in natura, costituiscono senz´altro una delle più grandi attrazioni per il turismo naturalistico». Intanto, nell´ambito delle manifestazioni per il quindicesimo anniversario del parco delle Foreste Casentinesi, l’ente e il Corpo forestale dello Stato offrono a chiunque sia interessato la possibilità di partecipare alle attività di gestione dalla fauna selvatica, secondo il modello di "gestione partecipata" avviato da tempo.

«Più che un corso di formazione si tratta di un´attività prevalentemente pratica e ricca di momenti talora unici ed emozionanti, tesa a mostrare l´aspetto applicativo delle principali teorie di gestione della fauna selvatica in un´area protetta» spiega una nota del parco. La prima sessione si terrà dal 7 al 10 aprile, con un massimo di 10 partecipanti che potranno collaborare a: catture di cinghiali in sovrannumero; catture di cervi per la loro reintroduzione in altri parchi, sia con il metodo dei recinti che con il metodo della telenarcosi; monitoraggio degli ungulati tramite radiotelemetria; monitoraggio del cervo tramite transetti; monitoraggio genetico del lupo tramite raccolta delle fatte lungo transetti predeterminati; analisi necroscopiche di animali deceduti ritrovati nel parco; analisi della dieta del lupo; osservazioni naturalistiche con specifico riferimento all´avifauna particolarmente protetta; monitoraggio del lupo tramite wolf howling; analisi dell´impatto della fauna sulle attività agricole e selvicolturali: tecniche di indagine.

La partecipazione è aperta ai soli maggiorenni ed è richiesta una quota di 190 euro, non è richiesta una preparazione nel settore ma buona capacità fisica e vestiario adatto. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del parco www.parcoforestecasentinesi.it (alla voce progetti-attività) oppure su www.cervo.forumfree.net alla voce "esperienze di gestione faunistica". Le richieste di informazioni ed il modulo di iscrizione vanno inoltrati entro il 31 marzo esclusivamente via e-mail all´indirizzo: cervo@parcoforestecasentinesi.it .


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