[14/03/2008] Rifiuti

Ancora sui rifiuti campani

ROMA. Le considerazioni fatte nell’articolo sugli atteggiamenti delle popolazioni campane (vedi link) nei confronti dei rifiuti mi sollecitano qualche ulteriore riflessione, che provo a riassumere. Mi sembra ottimistico aspettarsi consenso sulla riapertura, per lo stoccaggio di rifiuti urbani, di siti già chiusi per la presenza di rifiuti pericolosi e tossici, da bonificare.

Non credo che la soluzione del problema della spazzatura di Napoli possa trovarsi, realisticamente, all’interno della sola area napoletana, dopo anni di colpevoli inefficienze delle istituzioni locali e nazionali. La sindrome dei cittadini della Campania non mi sembra diversa da quella di alcune associazioni ambientaliste verso gli impianti eolici, dei cittadini della Val di Susa verso la TAV, dei cittadini di Firenze verso la tramvia, delle popolazioni della Padania verso l’hub di Malpensa….e si potrebbe continuare.
Mi sembra che la difficoltà delle popolazioni a fare analisi di più ampio respiro sia un male comune e diffuso. E non aiuta l’atteggiamento di una classe politica, che chiede consensi per qualche balzello in meno, tacendo sui tagli conseguenti ai servizi, in mancanza di un piano serio di riqualificazione della spesa. Personalmente preferirei una classe politica che si ponga, e ponga ai propri elettori, questioni più ampie di sviluppo e di modelli di sviluppo, alla luce dell’aumento dei prezzi dei combustibili fossili e dei danni che stiamo producendo all’ambiente. E’ chiedere troppo?

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