[14/03/2008] Acqua

Valdinievole, la Provincia difende il nuovo depuratore

FIRENZE. Dopo l’annuncio della nascita di un comitato contro il depuratore di Ponte Buggianese previsto nei nuovi accordi per la riorganizzazione della depurazione della Valdinievole, l’amministrazione provinciale cerca di dare qualche risposta agli interrogativi posti. Ad intervenire è l’assessore alla difesa del suolo e pianificazione territoriale Luigi Giorgetti che fa il punto sulla vicenda.

«In questi anni la comunità della Valdinievole ha molto discusso sul progetto di collettamento delle acque provenienti dalla depurazione civile verso un nuovo sistema di depurazione previsto a Santa Croce, con gli obiettivi di sostituire i vecchi e per lo più superati ed ormai insufficienti impianti comunali e raggiungere una maggiore diluizione dei nitrati delle industrie conciarie ed un minore inquinamento con un sostanziale risparmio della falda acquifera. In questo contesto- continua Giorgetti- ci siamo divisi tra coloro che assegnavano priorità alle esigenze dello sviluppo e coloro che avvertivano il rischio ambientale della sottrazione di quantità rilevanti di acqua all’area umida del padule di Fucecchio».

Si tratta del cosiddetto progetto “tubone” discusso nel consiglio provinciale, nei consigli comunali, sulla stampa, attraverso incontri con comitati, associazioni, partiti (la vicenda va avanti dal 2004). Alla fine è stato trovato un compromesso di intenti dove veniva confermata l’esigenza di avviare il nuovo sistema di depurazione e nello stesso tempo individuare soluzioni per tutelare il padule di Fucecchio rispetto al rischio di accrescere i periodi di siccità fino a comprometterne l’habitat. Queste due esigenze sono state presentate alla commissione di esperti del Ministero dell’ambiente.

«La soluzione indicata già emersa nel corso del dibattito- continua Giorgetti- è quella di sottrarre al progetto la quantità minima di acqua necessaria al padule per la sua conservazione e la quantità massima necessaria al buon funzionamento del processo depurativo dell’area del cuoio, attraverso la previsione di un depuratore nell’area di collettamento ovest per destinarne la acque alla prevenzione del possibile acuirsi dei fenomeni siccitosi. Sono state avanzate alcune ipotesi di ubicazione che rispondano ad esigenze tecniche di natura ambientale ed idrauliche necessarie alla definizione del progetto di massima che dovrà essere presentato in sede ministeriale».

L’assessore poi entra nel merito del progetto e fornisce risposte al Comitato «A fronte del nuovo depuratore di nuova concezione, moderno e funzionale, di modesto impatto sia dal punto di vista paesaggistico che funzionale, saranno chiusi nel comune di Ponte Buggianese altri due impianti attualmente insufficienti e di forte impatto ambientale. Nell’ ubicazione si terrà conto della viabilità esistente e si interverrà con nuova viabilità, ove ve ne fosse bisogno, ma un depuratore non è un inceneritore od una discarica, per cui vi accederanno solo pochi mezzi, necessari alla sua manutenzione. L’individuazione del ramo ovest- continua Giorgetti- è dovuto al fatto che i quantitativi di acqua da depurare corrispondono a quelli utili mentre i quantitativi di acque reflue convogliate con il ramo est sono molto superiori».

Poi l’assessore risponde ai timori sulla demolizione di parte del patrimonio storico-culturale della zona «Gli interventi saranno effettuati nel pieno rispetto oltre che dell’ambiente naturale, delle emergenze storiche, culturali ed affettive legate ai luoghi della memoria, perché le intenzioni della amministrazione provinciale, proprietaria ed istitutrice della riserva naturale delle Morette, è quella di conservare o non di trasformare lo straordinario patrimonio storico, culturale ed ambientale del padule con le sue memorie, la sua tradizione e la sua identità».

In conclusione Giorgetti adombrando qualche sospetto di natura strettamente elettorale pone un auspicio «Mi auguro che, pur in un momento particolare, come quello legato al rinnovo dell’amministrazione comunale, non si strumentalizzi in nessun modo una questione che è la soluzione a tanti problemi dello sviluppo e dell’ambiente dell’intera Valdinievole, ma che per le positive ricadute sul territorio palustre lo è particolarmente per il comune di Ponte Buggianese che altrimenti continuerebbe ad essere penalizzato per le acque scadenti del sue padule che è invece uno straordinario patrimonio per lo sviluppo locale e a sostenere i costi di una depurazione inefficiente e dannosa all’ambiente».

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