[17/03/2008] Trasporti

La città non è un garage

ROMA. Premessa: Nel nostro paese vige una singolare cultura che viene espressa, in forme differenti, nei diversi settori dello sviluppo e della programmazione. E’ una cultura spezzatino, ovvero una cultura che vive su due grandi contraddizioni: la prima, fortissima, ogni Istituzione nell’ambito delle proprie competenze programma senza avere né una visione di insieme né una cultura della saldatura dei finanziamenti e della programmazione del territorio; la seconda che interpreta la competenza istituzionale in modo singolare è quella che fa a meno della unicità di missione e di indirizzo.

Il PGM ad esempio indica la necessità di perseguire una impostazione a favore del trasporto di massa e tuttavia a livello locale questa impostazione è vista come una indicazione marginale. Prevale la soluzione più facile: quella di programmare l’espansione urbana senza porsi il problema della mobilità o meglio pensando di risolverlo come espressione di una esigenza individuale. La strada al posto della linea metropolitana. La ricerca di piccole quote di investimento privato (favorendone grandi profitti) piuttosto che la priorità di investimenti pubblici nell’interesse del sistema città.

Il diritto alla libera “circolazione” previsto dalla nostra Costituzione e sancito dalla Comunità Europea non vuol dire, come pare essere stato interpretato, garantire per tutti una mobilità individuale e la realizzazione dell’ingorgo. Doveva essere interpretato nel suo vero significato: «E’ compito delle istituzioni pubbliche garantire la realizzazione di una maglia di infrastrutture per la mobilità collettiva, funzionale ed efficiente». Anche per questo è assolutamente importante una educazione alla mobilità che deve iniziare dagli anni scolastici. Una educazione che rovesci il triste record italiano di avere quattro macchine ogni cinque abitanti.



Il governo del comparto dei trasporti deve saper affrontare con la medesima capacità, cultura e lungimiranza una serie di questioni. Nessuna delle quali deve essere considerata prioritaria rispetto alle altre e che anzi devono procedere assolutamente in modo interdipendente, pena la non piena riuscita della efficacia dei provvedimenti realizzati.



Tutte le misure devono:

1) Avere il fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini;
2) Essere inquadrate all’interno di un unico grande progetto per l’area metropolitana;
3) Essere realizzate entro tempi certi e assolutamente congrui;
4) Essere idonee a sostenere efficacemente le imprese operanti nel settore, e a sostenere la occupazione, difendere i diritti e le tutele degli addetti;
5) Essere idonee a risolvere i problemi di una programmazione urbanistica:
- troppo incline a sostenere il grande business economico che non la difesa del territorio e la qualità della vita dei cittadini;
- che ha dimenticato o non previsto le esigenze di mobilità;

6) Avere un effetto positivo dal punto di vista economico: sia per la spesa finale delle famiglie, sia per la gestione economica del sistema città.


- segue nella prossima puntata -

*componente il Comitato Esecutivo dell’Associazione NOAUTO.

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