[17/03/2008] Acqua

12 milioni di europei non hanno accesso all’acqua potabile

LIVORNO. L’acqua del rubinetto è ormai considerata nei Paesi sviluppati una dovuta normalità, spesso vista come bene “minore” di così bassa qualità da ricorrere massicciamente (soprattutto in Italia) alle bottiglie di acqua minerale considerate più sicure. «Ma la realtà – spiega l’United Nation economic commission for Europe – è che 120 milioni di europei, uno su sette, non hanno ancora accesso all’acqua potabile».

Nella regione pan-europea, che comprende 56 Paesi, ogni giorno 37 bambini muoiono di diarrea causata dal mancato accesso all’acqua potabile ed in molti Paesi il diritto fondamentale all’accesso ad acqua pulita e sana continua ad essere un problema. La Commissione economica dell’Onu per l’Europa (Unece) e l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms-Europa) hanno costituito nella sede Onu di Ginevra un organismo speciale indipendente, il Compliance Committee, per controllare e garantire la conformità delle varie politiche per l’acqua con il London Protocol on Water and Health to e la Convenzione per l’utilizzo dei corsi d’acqua transfrontalieri e i laghi internazionali. Il protocollo vuole migliorare l’accesso all’acqua potabile come diritto umano fondamentale ed aiutare le autorità ambientali locali ad estenderlo a livello globale.

Il Compliance Committee, composto da 9 esperti indipendenti, scienziati e giuristi ambientali, nella sua prima riunione ha nominato presidente Attila Tanzi, un professore italiano di diritto internazionale, e vicepresidente la lituana Ilona Drulyte, esperta di salute pubblica. Il primo passo del Comitato di conformità è stato quello di adottare norme che consentano ai singoli cittadini ed alle Organizzazioni non governative di segnale le mancanze dei vari governi e delle amministrazioni locali nel soddisfacimento dei requisiti del London Protocol.

London Protocol, rafforzata dal Compliance Committee – spiega l’Unece – darà un contributo decisivo al raggiungimento di due degli Obiettivi di sviluppo del Millennio dell’Onu, e cioè l’Obiettivo 4 (migliorare entro il 2015 la percentuale di popolazione che non ha accesso all’acqua, l’approvvigionamenti idrico ed adeguati servizi igienici) e Obiettivo 7 (ridurre di due terzi la mortalità della popolazione dei bambini sotto i 5 anni)».

Torna all'archivio