[17/03/2008] Acqua

30 milioni dall’Ue per combattere la siccità nel Corno d’Africa

BRUXELLES. La Commissione europea ha stanziato 30 milioni di euro per aiuti umanitari e per la lotta alla siccità nel Corno d’Africa che minaccia la vita e la sussistenza di 12 milioni di persone. L’Ue punta a ridurre la vulnerabilità delle popolazioni di pastori nomadi e semi-nomadi di Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenia, Somalia, Sudan e Uganda aiutandoli a prepararsi ai cicli ricorrenti di siccità. Con questi nuovi finanziamenti l’impegno dell’Ue nel Corno d’Africa raggiunge i 460 milioni di euro dal 2005, tutti gestiti dall’intermediario per gli aiuti umanitari Echo, sotto la responsabilità del commissario Ue allo sviluppo e all’aiuto umanitario Louis Michel, che spiega: «La tragedia umanitaria che conosce il Corno d’Africa continua a prendere tutta la nostra attenzione. L’aiuto umanitario consiste essenzialmente a fornire un intervento in caso di urgenza ed a salvare delle vite ma, adottando questa decisione regionale, la Commissione ha per prima cosa messo l’accento sulla preparazione alle catastrofi e sulla riduzione dei rischi con l’obiettivo di migliorare le capacità di resistenza delle popolazioni».

Gli aiuti sono destinati soprattutto ad iniziative transfrontaliere, visto che la siccità è un problema che oltrepassa i confini nazionali e con il quale si confrontano i pastori d i una delle regioni più povere del pianeta e vittima di guerre e guerriglie. Il cambiamento climatico e la diminuzione delle precipitazioni stanno desertificando vaste aree e i periodi di siccità di due o tre anni si ripetono sempre più frequentemente. La metà dei 24 milioni di agricoltori del Corno d’Africa sono minacciati dal global warming e per questo la Commissione europea ha deciso dio concentrare I suoi sforzi in 5 settori: acqua, salute animale, salute umana, integrazione in politiche di preparazione della popolazione e loro coordinamento.

Gli aiuti andranno a coprire: conservazione dei punti di acqua vitali; cartografia delle sorgenti d’acqua; fornitura di attrezzature per preservare la qualità dell’acqua; costituzione di una rete tra gli abitanti; appoggio alle strutture tradizionali, come il trasporto d’acqua con carovane di cammelli; miglioramento dell’accesso ai pascoli inutilizzati ove quest’accesso sia possibile ed appropriato; sostegno ai sistemi di allerta rapida ed alle istituzioni incaricate della prevenzione delle catastrofi e della pianificazione soprattutto a livello regionale e di distretti; campagne di vaccinazione per gli uomini e gli animali; fornitura di cure di base, in particolare per mamme e bambini; miglioramento dei sistemi di bonifica.

I progetti umanitari dell’Ue verranno messi in opera da organizzazioni non governative, da agenzie specializzate dell’Onu e dalla Croce Rossa-Mezza Luna Rossa. La Commissione Ue ha un ufficio di appoggio regionale a Nairobi, in Kenya, e esperti al lavoro in Sudan e Uganda che seguono da vicino l’evolversi della situazione, controllano l’utilizzo dei fondi e contribuiscono a coordinare i soccorsi a livello locale.

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