[11/04/2008] Acqua

Le risposte dei partiti al forum dei Movimenti per l´acqua

FIRENZE. Il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua qualche giorno fa (vedi greenreport del 3 aprile), aveva posto alcune domande alle forze politiche che si presentano alle elezioni di domenica e lunedì prossimi. Le questioni principali sui cui i raggruppamenti o i partiti sono stati chiamati a rispondere, in sintesi, hanno riguardato un giudizio sui contenuti della proposta legge di iniziativa popolare in tema di tutela, governo e gestione pubblica delle acque e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, un orientamento sull’impostazione originaria del disegno di legge Lanzillotta in materia di servizi pubblici locali discusso nella scorsa legislatura e, più in generale, sul tema delle forme di gestione dei servizi pubblici locali. Al Forum italiano dei Movimenti per l’acqua, ad oggi (ma il bilancio probabilmente può essere considerato definitivo) sono arrivate tre risposte: Sinistra l’Arcobaleno, Sinistra critica, Lista civica nazionale per il “Bene Comune”.

La Sinistra l’Arcobaleno ha formulato elogi al Movimento per l’acqua dato che ha saputo mettere a tema nel Paese le criticità della risorsa idrica soprattutto riguardo agli aspetti gestionali. Sulla legge di iniziativa popolare la Sinistra Arcobaleno afferma «Continueremo a sostenerla perché la condividiamo fino in fondo nei contenuti essendo stati parte anche della sua elaborazione e della campagna di raccolta firme. Continueremo a sostenerla perché pensiamo che la ripubblicizzazione del servizio idrico, e una nuova politica sui beni comuni, siano oggi uno degli elementi fondativi della sfera della cittadinanza».

Per quanto attiene il disegno di legge Lanzillotta «pensiamo che i servizi che garantiscono il bene comune debbano essere gestiti in modo pubblico e partecipato, di questo parla tutta la nostra opposizione alla proposta di riordino dei servizi pubblici locali arenata nelle stanze del Parlamento. Il ddl Lanzillotta su richiesta delle forze della Sinistra l’Arcobaleno teneva fuori dal suo campo di applicazione il servizio idrico».

Poi in conclusione la Sinistra l’Arcobaleno focalizza gli impegni per il futuro «Siamo veramente persuasi che la vertenza per la gestione pubblica dell’acqua e per la sua tutela dalla rapina da parte delle multinazionali che la imbottigliano, veda il punto centrale sui territori… come del resto a livello internazionale, sapendo che quella dell’acqua è una partita che si gioca a livello planetario, a partire dal prossimo appuntamento di Istanbul 2009».

Sinistra critica, citando espressamente alcuni passaggi del suo programma, accomuna la battaglia per la ripubblicizzazione della risorsa idrica a quelle per tutti gli altri servizi «Per noi non si può disgiungere la lotta e le proposte contro la privatizzazione e per la reale ripubblicizzazione partecipativa dell’acqua, che appoggiamo, dalla lotta contro la privatizzazione per la ripubblicizzazione partecipativa di tutti i servizi pubblici e i beni comuni. E’ quindi per noi naturale accomunare la lotta per l’acqua pubblica alla lotta contro il decreto Lanzillotta e contro i tutti i provvedimenti di privatizzazione, come l’articolo 87 della Finanziaria del governo uscente, che vuole costringere le pubbliche amministrazioni a cedere ai privati le loro partecipazioni in quasi tutti i servizi».

Sinistra critica poi lancia una proposta «Pensiamo che sia necessario lavorare per la generalizzazione e l’unificazione di tutte le vertenze e mobilitazioni contro le privatizzazioni e per i beni comuni e per costruire uno spazio pubblico sottratto alle logiche del profitto e realmente partecipativo».

Anche la Lista civica nazionale “Per il Bene Comune” ha nel suo programma un punto ritenuto prioritario: "Difesa dell’acqua come bene comune che deve restare pubblico" e anche su questo tema attacca il comportamento tenuto in passato dai partiti «Siamo molto stanchi dei soliti partiti che si riempiono la bocca di promesse e al dunque… non si comportano conseguentemente, mentre siamo convinti del ruolo fondamentale nella difesa dei beni pubblici svolto da associazioni, movimenti, coordinamenti e singoli cittadini, stanchi di dover "fare i conti" con chi ha deciso di speculare anche sull’acqua».

Al di la dei diversi accenti e sfumature è auspicabile che anche nel nuovo Parlamento almeno qualcuno tenga accesi i riflettori sulla “vertenza” acqua bene comune (cioè di tutti e per tutti): probabilmente ce ne sarà ancor più bisogno.

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