[11/04/2008] Comunicati

Elezioni rinuclearizzate

LIVORNO. L’ultimo giorno di campagna elettorale si chiude con un uno scambio rovente di opinioni sopra un tema che ha caratterizzato sin dall’inizio il dibattito politico: il ritorno al nucleare. L’oggetto che ha scatenato l’ultimo match è una mappa presentata da Pecoraro Scanio, attribuita ad uno studio commissionato dal Pdl, in cui si evidenziano possibili siti dove poter realizzare nuove centrali nucleari in Italia. Ben 15 le aree idonee, che rappresentano altrettanti siti dove o già esistono vecchie centrali in decommissioning, o su cui erano state proposte centrali poi mai costruite, dal momento che il nostro paese ha scelto nel 1987 con un referendum, che vide oltre l’80% della popolazione esprimersi in maniera contraria all’energia atomica, di abbandonare quella strada per produrre elettricità. Studio immediatamente smentito dal responsabile energia del Pdl, Stefano Saglia, che richiama ad una posizione ben più realistica espressa dal suo partito: prima l’istituzione di una agenzia per risolvere il problema delle scorie ancora in attesa di essere messe in sicurezza, poi la possibilità di individuare al massimo due, tre siti dove pensare di realizzare nuove centrali.

Chiamato in causa da Pecoraro Scanio anche il partito democratico «di voler riaprire al nucleare», gli risponde subito Realacci che non se ne parla di riaprire centrali nel nostro paese e che l’apertura è invece alla ricerca del nucleare di nuova generazione. Se l’intento era quello di lanciare un carico da novanta sulla parte avversa, il risultato ottenuto è ben lungi dall’atteso. Ma quello che sorprende non è tanto la polemica (tutta elettorale) tra le parti, quanto il fatto che il tema nucleare sia stato, in questa campagna elettorale, una delle principali questioni di cui si è discusso. E su cui anche la stampa ha dato un contributo non indifferente a tenere vivo il dibattito, in maniera quasi quotidiana.

Una situazione del tutto nuova, non tanto per il fatto di scoprire che vi sono opinioni favorevoli all’energia atomica (tra l’altro bipartisan), o che l’apertura alla ricerca sulla nuova generazione di centrali atomiche sia scritta nei programmi elettorali: cosa questa del resto nota e già presente anche nella scorsa campagna elettorale. La novità sta nel fatto che vi sia un evidente cambiamento di approccio diffuso che permette che un dibattito su questo tema, possa diventare prioritario e non marginale nella campagna elettorale. Segno che su questo si pensa di ottenere voti, in un senso e nell’altro da tutte le parti in gioco. E che sia meno accattivante invece, parlare di energie rinnovabili, tema su cui apparentemente sono d’accordo tutti e che si trova in tutti i programmi dei partiti, ma la cui declinazione, sull’eolico ad esempio, potrebbe invece dare origine a diffusi malumori, anche questi certamente bipartisan.

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