[11/04/2008] Energia

Alla ricerca del voto (in)utile... atomico

LIVORNO. Il consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani è stato il primo, un paio di settimane fa, a tirar fuori l’elenco delle ipotetiche centrali nucleari italiane. La notizia era passato un po’ sotto silenzio, ma rilanciata ieri da Pecoraro Scanio ha scatenato un putiferio. Un’uscita che è certamente strumentale alla campagna elettorale, ma sulla quale è bene fare qualche approfondimento. «Io non c’entro nulla – spiega Roggiolani - io ho soltanto avuto il difetto di leggere il piano energetico della Pdl che è stato presentato all’inizio della campagna elettorale dall’onorevole Possa, responsabile energia di Forza Italia, che in un convegno annunciò l’intenzione di aprire 10 centrali piccole e 7 grandi».

Il dubbio però è che questa ennesima uscita sul nucleare in realtà non faccia altro che dare la sponda a chi oggi propone un rilancio dell’atomo, perché 4 anni fa nessuno si sarebbe filato una notizia del genere, oggi invece da parte di tutti i partiti politici, con le dovute e ovvie differenze, c’è la corsa a commentarla. E i politici impostano la campagna elettorale sulla base di quello che secondo i sondaggi oggi interessa alla gente.

«Bisogna prendere atto del fatto che la discussione sul nucleare è ripartita e quindi è inutile nascondere la testa sotto la sabbia – spiega ancora Roggiolani - C’è chi vuole il nucleare subito come Berlusconi e non vogliamo che domani questi 17 sindaci ci accusino di non averli avvertiti. E poi c’è chi come il Pd apre al carbone fintamente pulito e al nucleare di quarta generazione che non sappiamo se ci sarà mai. La nostra è stata solo un’operazione verità e non fa alcuna sponda: anzi la rivoluzione che propone la Sinistra Arcobaleno è quella di fare un’Italia delle rinnovabili, che significa anche risparmio di territorio e tutela del paesaggio visto che per scavare petrolio e uranio si mangia il triplo del territorio necessario ad avere la stessa energia dal fotovoltaico, ma evidentemente ad alcuni interessa solo il giardino di casa e non il giardino mondiale, devastato da chi arranca a trovare gli ultimi giacimentini di uranio».

Ovviamente diversa la lettura che ne dà Roberto Della Seta, dell’esecutivo del Pd: «Questa di Pecoraro è una bella trovata pubblicitaria perché il centrodestra ha detto esplicitamente che intende riconsiderarlo. Non è un mistero, ma la loro posizione è anche molto approssimativa perché sui tempi si dice una stupidaggine assoluta: occorrerebbe almeno una decina d’anni, e non 5, per costruire una sola centrale e di vecchia generazione. La posizione del Pd sul nucleare è altrettanto chiara: oggi non è un’alternativa da prendere in considerazione, potremmo riparlarne se si arriverà a un nucleare a sicurezza intrinseca e a un sistema affidabile e sostenibile di gestione e smaltimento delle scorie. Solo allora sarà un’opzione interessante, altrimenti è assolutamente impensabile.
Sulla seconda questione, che probabilmente deve preoccupare di più, ovvero sul fatto che oggi di nucleare si parla moltissimo e solo qualche anno fa l’ipotesi non veniva minimamente presa di considerazione, Della Seta è piuttosto sicuro:

«Oggi il tema delle alternative al petrolio ha conquistato l’attenzione del mondo da una parte perché di petrolio e di fonti fossili ce n’è sempre meno, dall’altra perché sono stati acclarati gli effetti che queste tecnologie hanno sul clima. Oltre alle fonti rinnovabili quindi è piuttosto normale che qualcuno abbia pensato a rispolverare il nucleare, che però ripeto, ad oggi non è un’opzione concreta per l’Italia e neppure per altri stati europei: anche Paesi come la Francia non stanno costruendo nuove centrali (negli ultimi dieci anni solo una nuova centrale è stata realizzata in Europa), bensì investono in ricerca per arrivare in futuro a un nucleare attuabile. Questo impegno dell’Italia nella ricerca, è nel programma del Pd, ma era anche nel programma dell’Unione, e fu firmato anche dai Verdi».

Appunto. Noi ci limitiamo a evidenziare ancora una volta che allora nessuno dell’Unione si preoccupò di pubblicizzare questo impegno presente nel programma, tenendolo anzi il più nascosto possibile, così come le promesse atomiche da parte della Pdl furono assai meno numerose di quelle che hanno contraddistinto l’attuale campagna elettorale. C’è di che preoccuparsi. E se volete prendete questa nostra preoccupazione come un appello al voto, fate pure.

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