[15/04/2008] Energia

Enel e Slovacchia, aiuti di Stato per il nucleare ex sovietico?

ROMA. Greenpeace non molla l’osso del nucleare ex sovietico in Slovacchia che coinvolge anche l’Enel ed ha presentato ricorso alla Commissione europea contro i sussidi di stato per il completamento della centrale di Mochovce, in Slovacchia. Secondo gli ambientalisti «il governo slovacco ha garantito particolari condizioni a Enel sulle somme da accantonare per lo smantellamento futuro delle centrali e la gestione delle scorie. Il motivo? Convincere la compagnia elettrica Slovenske Elektrarne (Se), controllata al 66 per cento da Enel, a partecipare a un progetto altrimenti irrealizzabile. Per favorire Enel, il Governo slovacco prevede anche di aumentare massicciamente i contributi a carico di tutti gli utenti slovacchi. Secondo le stime ufficiali lo sconto concesso a Enel per smantellamento e gestione scorie si tradurrebbe in un mancato versamento di circa 1 miliardo di euro. Secondo altri studi indipendenti lo "sconto" potrebbe valere 11 miliardi di euro. C´è il serio pericolo che i fondi accantonati non basteranno a coprire le spese per la centrale e che in futuro dovrà intervenire lo Stato».

Il progetto al quale partecipa Enel prevede il completamento di reattori di epoca sovietica pre-Chernobyl e sta sollevando forti preoccupazioni soprattutto in Germania per quanto riguarda la sicurezza, e la stessa Greenpeace, insieme ad associazioni ambientaliste e ad Ong slovacche, aveva già annunciato di voler citare in giudizio il governo di Bratislaba per non aver avviato la necessaria procedura di Valutazione di impatto ambientale per Mochovce, così come richiesto dalla legislazione europea. Ora Greenpeace sostiene anche che è del tutto evidente che «le scelte del governo slovacco si configurano come un chiaro esempio di aiuti di stato illegali», un’accusa, alla quale la Commissione europea è di solito molto sensibile, e il protezionismo nucleare in Slovacchia potrebbe costare al Paese l’avvio di una procedura di infrazione. «Quando sporchi trucchi come questo vengono svelati – dice una nota di Greenpeace - il nucleare si dimostra per quello che è davvero: una fonte energetica costosa e inaffidabile».

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