[23/04/2008] Acqua

Anche l´acqua fiorentina per la Water right foundation

FIRENZE. Anche la provincia di Firenze aderisce alla Water Right Foundation approvando (con qualche strascico polemico) la mozione della terza Commissione (Territorio e ambiente) presieduta da Renato Romei. «Si tratta dell’adesione alla fondazione mondiale per l’acqua che chiede che lo 0,1% per ogni metro cubo di acqua venga destinato alla realizzazione di opere per la costruzione di acquedotti e pozzi nelle zone ad alta necessità, soprattutto in paesi dell’Africa.

A questa fondazione - continua Romei - aderiscono enti locali, amministrazioni comunali, grandi organizzazioni, grandi associazioni. Nel documento si condanna, sul piano internazionale l’uso dell’acqua a fini politici e militari e si ritiene indispensabile che sia mantenuto l’uso dell’acqua sotto il controllo pubblico, che è cosa diversa rispetto alla gestione come previsto, del resto, anche dalla vigente legislazione italiana».

Poi la mozione “impegna” l’amministrazione provinciale «Si ritiene indispensabile che si realizzi quanto prima un’iniziativa tendente a sensibilizzare i cittadini sull’uso corretto della risorsa acqua - prosegue il presidente della terza Commissione- e si chiede alla Giunta di promuovere iniziative di educazione ad un uso attento della risorsa acqua, soprattutto nelle scuole, perché c’è la necessità appunto di sensibilizzare la cittadinanza e la popolazione ad un uso attento di una risorsa così indispensabile».

Il documento è stato approvato con 16 sì e 5 astensioni (An, Prc, Sd). Sandro Targetti motiva quelle del Partito di rifondazione comunista: «Erano stati posti dei problemi sia sulla questione del controllo della gestione dell’acqua, che è un tema non secondario perché è il tema su cui c’è discussione e scontro politico anche in altre istituzioni, sia sulla gestione del famoso centesimo di euro per metro cubo di acqua, per progetti di cooperazione internazionale decentrata.

Questo centesimo di euro per metro cubo- spiega Targetti- dovremmo impiegarlo totalmente per il merito del progetto: si costruiscano 10 pozzi per dare l’acqua alle popolazioni nomadi del Mali, ad esempio, o per dare l’acqua alle tendopoli Saharawi ed i costi di apparato, piccoli o grandi che siano della Water Right Foundation devono stare fuori da questo centesimo: questo è un modo anche per fare un ragionamento diretto con i beneficiari dei progetti».

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