[24/04/2008] Energia

Il Kazakistan approva il trattato Btc per l’oleodotto che aggira la Russia

LIVORNO. Nella capitale Astana, il senato del Kazakistan ha ratificato il trattato con l’Azerbaigian per il trasporto del suo petrolio verso i mercati internazionali attraverso l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc), che aggira la Russia. Sembra sfumare per ora il progetto di ripristinare la condotta verso il Turkmenistan, e il futuro potrebbe essere una condotta transcaspica che colleghi il porto Kazako di Aktau con Baku.

Intanto Il trattato prevede la creazione di un nuovo sistema di trasporto del greggio kazako con un oleodotto terrestre di 730 km, mentre il petrolio verrà caricato sulle petroliere nel porto kazako di Kouryk ed attraverserà il mar Caspio per raggiungere l’Azerbaigian. In seguito potrebbe allacciarsi al Btc anche l’Iran, collegandosi allo snodo turco di Erzurum.

L’oleodotto dovrebbe essere rifornito con i giacimenti di Kachagan e di Tenghiz, ed anche con quello di Karatchaganak ed alti situati nel Mar Caspio e in via di valorizzazione (anche con forti interessamenti italiani). Nel 2007 il Kazakistan ha prodotto 67,2 milioni di tonnellate, ne ha esportate 60,6 milioni e trasformate circa 12 milioni.

La ratifica del trattato sull’oleodotto Btc non dovrebbe fare molto piacere alla Russia che voleva potenziare le condotte centroasiatiche verso Saratov e quella Cpc da Tengiz-Atyrau, in Kazakistan, verso Novorossijsk sul mar nero, per pompare petrolio e gas e mantenere il suo monopolio.

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