[24/04/2008] Consumo

Un´etichetta per latte, carne, uova e formaggi derivanti da animali nutriti con Ogm

FIRENZE. In principio fu Greenpeace che ormai oltre un anno fa (febbraio 2007) consegnò al Commissario europeo per la salute Markos Kyprianou, una petizione firmata da un milione di abitanti di 21 Paesi europei che chiedeva l´etichettatura obbligatoria per latte, carne, uova e formaggi derivanti da animali che sono stati nutriti con Ogm. Ora, finalmente, qualcosa si muove perché oggi a Bilbao è stata proposta una speciale etichetta Ogm-free che garantirà ai cittadini europei che il prodotto che stanno acquistando non contiene organismi geneticamente modificati. A lanciarla, le 44 regioni europee (tra cui la Toscana) che aderiscono alla rete Ogm free. La nuova etichetta, secondo le intenzioni della rete, non dovrà essere applicata solo ai prodotti provenienti da coltivazioni non transgeniche, ma anche a prodotti come carne, uova, latte provenienti da animali allevati senza mangimi Ogm. Ed è quest’ultima la vera novità: come greenreport ha più volte osservato, gli Ogm in Italia sono usciti dalla porta, ma sono entrati in parte dalla finestra attraverso proprio il mangime degli animali. Cosa che provocava una evidente contraddizione visto che oltre al fatto che anche in Italia non è vietato dare mangime Ogm agli animali, senza l’obbligo dell’etichetta nessuno può neppure fare una scelta d’acquisto consapevole.

«Si tratta di un’iniziativa nel segno della trasparenza e della consapevolezza alimentare - ha detto l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Susanna Cenni (Nella foto). - E’ giusto – ha poi aggiunto - che i cittadini europei, i quali a larghissima maggioranza si sono espressi sin qui contro l’introduzione di Ogm, siano informati sulla presenza o meno di colture transgeniche nei loro alimenti. Per questo la proposta sarà sostenuta con forza presso le istituzioni comunitarie, e promossa presso il comparto agro-alimentare, forte dell’adesione convinta di ben 44 regioni e anche del fatto che alcuni Paesi, vedi la Germania, si stanno muovendo in questa direzione».

Accanto alla questione del marchio Ogm free al centro della discussione di Bilbao c’è stato anche il tema della coesistenza degli Ogm con le colture tradizionali: nel suo intervento l’assessore Cenni ha evidenziato la necessità di tutelare quei territori in cui l’introduzione di Ogm potrebbe vanificare gli sforzi di chi, è il caso della Toscana, ha costruito un modello agroalimentare basato sulla tipicità, sulla qualità e sulla sostenibilità ambientale. In questo senso si è valutata l’opportunità di proporre l’istituzione di distretti Ogm free, cioè di aree dove tutti i produttori si impegnino a n0on utilizzare colture transgeniche.

I partecipanti alla conferenza di Bilbao, in questa prima giornata, hanno inoltre evidenziato l’esigenza di far risaltare, nell’ambito del dibattito comunitario sulla riforma della Pac (politica agricola comune) e sul libro verde della qualità, il tema degli organismi geneticamente modificati.
L’assise in terra spagnola è infine servita per ridefinire gli assetti della rete che, con l’adesione delle isole Canarie ha raggiunto la quota record di 44 regioni iscritte in rappresentanza di 7 Paesi: dopo aver fondato e guidato la rete (nata nel 2003) la Toscana lascia l’incarico di coordinamento ai Paesi Baschi, ma rimarrà alla vicepresidenza della rete insieme ad Alta Austria e Bretagna.

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