[28/04/2008] Parchi

Elba, il parco nazionale dichiara guerra al motocross abusivo sui sentieri

PORTOFERRAIO. Dopo che gli agenti del Coordinamento territoriale per l’ambiente del Corpo Forestale dello Stato il 26 aprile hanno beccato all’Elba, in pieno parco nazionale dell’Arcipelago toscano, sei motocrossisti sul sentiero numero 18, che si aggiungono ai 4 sanzionati nei giorni precedenti, l’Ente parco si complimenta con il Cfs e sottolinea che «Non è una novità che i sentieri del Parco siano i preferiti dai motocrossisti organizzati ma i sentieri risultano devastati dal loro passaggio e il loro scorrazzare costituisce un potenziale pericolo per gli escursionisti oltre che disturbo alla fauna selvatica. Occorre investire tempo e risorse umane dedicate, distogliendole da altre attività istituzionali, per impedire queste violazioni a danno dell’ambiente e della spesa pubblica in termini di mesi uomo e di ripristino dei danneggiamenti lasciati ai sentieri. Se vogliamo aggiungere poi il danno di immagine, quanto dovremmo chiedere a questi signori per risarcire i danni che hanno fatto? Di sicuro i risultati ottenuti non saranno gli unici della stagione, il Cfs Cta sta intensificando pesantemente i servizi mirati alla repressione del transito fuori strada dei mezzi a motore e il Parco prenderà provvedimenti chiedendo anche la collaborazione di altri Enti e autorità competenti».

Legambiente si complimenta con il Corpo Forestale dello Stato per le brillanti operazioni che in questi giorni hanno portato al fermo e alle sanzioni di diversi motocrossisti sui sentieri del Parco nazionale dell´Arcipelago toscano. Legambiente spiega che i sei motocrossisti sono stati bloccati sul sentiero che collega Monte Perone al Colle di Procchio, e fanno «probabilmente parte di un´organizzazione che da anni scorrazza all´Elba e che pubblicizza su internet e sui giornali specializzati i suoi Tour "Isola d´Elba enduro". I motociclisti continentali sarebbero recidivi: «il sentiero 18 - dicono gli ambientalisti isolani - è devastato in diversi punti e l´opera delle moto da enduro favorisce l´azione delle acque meteoriche causando gravissimi danni che costano al Parco molto di più dei 384 euro a testa che sono stati inflitti dal Cfs ad ognuno dei motocrossisti abusivi».
Legambiente dà anche un suggerimento al parco ed ai comuni: «Nel sito della Ktm, oltre al calendario dei tour che andrebbe attentamente studiato dagli enti interessati (il prossimo appuntamento è il primo di maggio), è anche scritto che i nuovi percorsi sono studiati questo inverno dalle guide elbane. Probabilmente si tratta delle "staffette" che spesso precedono i gruppi di motociclisti per avvertirli della presenza delle forze dell´ordine nelle vicinanze dei percorsi proibiti da una legge regionale già prima che esistesse il Parco». Legambiente aveva già segnalato la devastazione del sentiero 18 e del 44, ma anche di altri percorsi fuori e dentro l´area protetta devastati dagli sciami di queste cavallette paganti motorizzate, spesso con targhe rese intenzionalmente illeggibili, perché coperte di terra e sabbia incollate, o addirittura assenti. Attività di puro colonialismo motoristico e di menefreghismo per l´ambiente, la percorribilità dei sentieri e le regole, un atteggiamento che rende vano ogni tentativo dei motocrossisti elbani organizzati che si comportano correttamente, percorrendo i percorsi non vietati.

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