[29/04/2008] Comunicati

Sarkozy brinda al primo anno da presidente con un bicchiere ambientale mezzo pieno

LIVORNO. «L’ambiente sarà la più grande sorpresa o il peggior fallimento del quinquennato sotto Nicolas Sarkozy?» è la domanda che si fanno le associazioni ambientaliste France Nature Environnement e Alliance pour la Planète mentre fanno il bilancio della politica ambientale del primo anno del mandato del presidente francese Sarkozy.

Secondo gli ambientalisti si tratta della «Storia di un paradosso! Nicolas Sarkozy senza dubbio non è stato eletto per il suo programma ecologico e nonostante questo ha rapidamente compreso l’interesse di un “rinverdimento” della sua immagine e della sua politica. Non è però sufficiente ridipingere la società francese di verde per fare la rivoluzione verde. Raramente un presidente ha avuto altrettante possibilità di far muovere le cose grazie all’invenzione della Grenelle (gli stati generali sull’ambiente francese ndr): la sua responsabilità di agire è pertanto più grande».

E Sébastien Genest, presidente di France Nature Environnement dice che «riconoscendo il ruolo delle associazioni, lanciando la Grenelle de l’environnement, e prendendo impegni molto forti, Nicolas Sarkozy ha preso un rischio: suscitare una speranza immensa. Un fallimento sarebbe assolutamente terribile. Per ora, la Grenelle non è morta ed il suo proseguimento è la garanzia che il nostro Paese procede nel buon senso. Però attenzione: tutti gli ecoscettici stanno premendo sul pedale del freno, e non faranno niente per aiutarlo». Ecco le note positive all’attivo di Sarkozy secondo le associazioni ambientaliste: la designazione di un ministro per l’ecologia; la Grenelle de l’environnement; il riconoscimento ufficiale del ruolo delle associazioni ambientaliste; l’abbandono del progetto della miniera d’oro sulla montagna di Kaw nella Guyana francese; il divieto del mais Ogm MON 810; l’impegno del ministro Jean-Louis Borloo a non toccare la legge sulle coste; la creazione della Fondation scientifique pour la biodiversité.

Le note dolenti ambientali sarebbero: la difesa strenua degli interessi commerciali del nucleare; una politica economica ancora fondata sulla crescita quantitativa; una fiscalità ecologica ancora ipotetica; il voto contro la direttiva sulla protezione dei suoli all’Unione europea; l’autorizzazione alla realizzazione di un aeroporto a Notre Dame des Landes, vicino Nantes; l’autorizzazione del pesticida Cruiser; la rimessa in discussione delle quote di pesca Ue; l’autorizzazione per l’autostrada Grand contournement Ouest di Strasbourgo e la distruzione del Grand hamster d’Alsazia; i ritardi nell’applicazione della direttiva sulla responsabilità ambientale; la lentezza negli interventi di disinquinamento da Pcb dopo la catastrofe che ha colpito il fiume Rodano; misure per garantire l’ecocompatibilità delle auto.

L’Alliance pour la planète chuiede a Sarkozy di mostrare più decisione ed ambizione nella messa in opera della Grenelle, «oggi seriamente minacciata da una parte del governo e dalla maggioranza dell’Ump (il partito del presidente francese) in Parlamento. Il passaggio alla messa in atto della Grenelle è la prima tappa essenziale di un anno che vedrà la Francia presiedere l’Unione europea nel momento cruciale in cui si doterà di una politica climatica ed energetica per i 12 anni a venire».

Per Yannick Jadot, direttore di Greenpeace France, il bicchiere del brindisi del primo anno è più vuoto che pieno : «Il presidente Sarkozy ha rispettato il suo impegno di fare la Grenelle de l’environnement. Ha sostenuto un processo nuovo ed a volte difficile, regolarmente e sfortunatamente attaccato da una parte del governo dell’Ump, come dimostra il dibattito sprecato del parlamento sulla legge Ogm. L’anno due del quinquennato Sarkozy deve essere quello di una messa in opera scrupolosa delle decisioni della Grenelle. L’urgenza ecologica non permette di transigere con dei conservatorismi ingiustificabili e modi di pensare che privilegiano il passato rispetto al futuro».

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