[29/04/2008] Consumo

Per Diouf (Fao) «i prezzi alti del cibo non solo minaccia ma anche un’opportunità»

ROMA. Il direttore generale della Fao, Jacques Diouf (Nella foto), si è appellato oggi alla comunità internazionale affinché intervenga con urgenza non solo per fronteggiare l’attuale emergenza alimentare mondiale ma anche per avvertire che «Questo è il momento di rilanciare l’agricoltura, la comunità internazionale non deve perdere questa opportunità. Occorre produrre più cibo laddove è più urgente contenere l’impatto del rialzo dei prezzi sui consumatori poveri, e allo stesso tempo potenziare la produttività e ampliare la produzione per creare reddito e maggiori opportunità d’impiego per le popolazioni rurali povere. Dobbiamo far sì che i piccoli agricoltori abbiano accesso alla terra, alle risorse idriche e a fattori produttivi come sementi e fertilizzanti; questo li metterà in grado di aumentare la produzione in risposta ai prezzi più alti, di incrementare i propri redditi e migliorare le proprie condizioni di vita, alla fine questo andrà a beneficio anche dei consumatori». La battaglia per contenere l’aumento dei prezzi dei generi alimentari richiede da un lato l’adozione di politiche e programmi per assistere i milioni di poveri le cui condizioni di vita sono a rischio, e dall’altro promuovere misure per aiutare gli agricoltori dei paesi in via di sviluppo a trarre vantaggio da questa nuova situazione.

Anche di questo si discuterà dal 3 al 5 giugno a Roma dove i leader mondiali parteciperanno alla Conferenza ad alto livello della Fao su “Sicurezza alimentare mondiale: le sfide del cambiamento climatico e la bioenergia” ed alla quale hanno già assicurato la loro partecipazione il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, il presidente francese Nicolas Sarkozy e quello brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva.

Nel dicembre 2007 la Fao ha lanciato l’Iniziativa sul rialzo dei prezzi alimentari per offrire assistenza a 37 paesi a basso reddito e con deficit alimentare attraverso la distribuzione di sementi e fattori produttivi per incrementare la produzione alimentare interna. La Fao ha ora bisogno di 1,7 miliardi di dollari per l’implementazione del programma.

Secondo Diouf «I prezzi alimentari sostenuti mentre aggravano l’insicurezza alimentare e fomentano disordini e tensioni sociali, rischiano di far passare in secondo piano gli aspetti di lungo periodo. Affinché i piccoli agricoltori e le famiglie rurali possano trarre beneficio da prezzi alimentari più alti, abbiamo bisogno di creare un ambiente politico favorevole che distenda le difficoltà che si trovano ad affrontare settore privato, agricoltori ed operatori commerciali. Questo significa un cambio di tendenza rispetto alla costante diminuzione di risorse pubbliche allocate allo sviluppo agricolo e rurale, ed investire di più in agricoltura. Gli investimenti del settore privato nell’agricoltura e dei settori collegati sarebbero disponibili se ci fossero investimenti adeguati nel pubblico».

Le difficoltà ad uno sviluppo agricolo socialmente ed ambientalmente sostenibile sono i prezzi bassi pagati agli agricoltori dei paesi in via di sviluppo e la mancanza di infrastrutture, trasporti e comunicazioni e accesso alla tecnologia, servizi di divulgazione agricola, di sistemi di commercializzazione e di credito efficienti. «La mancanza di sistemi irrigui, specialmente nell’Africa sub-sahariana – ricorda il direttore generale della Fao - è un altro dei grandi problemi da risolvere. Quando i prezzi alimentari sono cresciuti negli anni ’70 molti governi asiatici hanno scelto di investire nella ricerca agricola e nei sistemi di irrigazione, e questo ha segnato la svolta decisiva per una crescita rapida della produttività che ha salvato milioni di persone dalla povertà e dalla fame. Oggi è necessaria una risposta simile, in particolare nell’Africa sub-sahariana».

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