[02/05/2008] Comunicati

Il Dpef 2009 toscano cammina sulla strada della sostenibilità

FIRENZE. Il 29 aprile è stato presentato, al Tavolo di concertazione regionale, il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria per il 2009 (versione “preliminare per il Consiglio Regionale”). E’ il principale atto di programmazione annuale e a questo punto della legislatura è anche occasione di aggiornamento del PRS 2006-2010, orientamento, fino al 2011, per il Bilancio e premessa al nuovo PRS del dopo il 2010. I tempi della discussione sono previsti fino al 23 maggio. Esso contiene novità importanti a partire dall’analisi del contesto internazionale rispetto a ciò che può fare il governo di una piccola regione di una nazione in difficoltà in un mondo caratterizzato dal caos. In presenza cioè di conflitti finanziari ricorrenti e di redistribuzione del potere economico, della rincorsa dei prezzi per cibo e petrolio che durerà a lungo, del petrolio che vola verso i 120 dollari al barile, dell’effetto domino sui raccolti alimentari non solo dei prezzi delle materie prime, ma anche di siccità e cambiamenti climatici e dell’inflazione che si ripresenta in vari paesi (dall’Italia al Giappone). Un contesto nel quale il peso degli stati nazionali sui processi economici globali è in rapida riduzione generando conflitti sociali ricorrenti e sempre più difficili da risolvere.

Le risposte stanno nel tentativo, per la prima volta, in concreto, oltre le enunciazioni, di tenere insieme le componenti ambientali, sociali ed economiche della qualità dello sviluppo declinato in termini di sostenibilità in rapporto alle necessarie azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Quindi promuovere politiche che favoriscano gli investimenti invece che le rendite, integrino gli strumenti e gli investimenti pubblici in termini di appropriatezza, efficacia e sostenibilità: dalle sei priorità enunciate (investire, innovare, internazionalizzare, infrastrutturare, semplificare, qualificare ed estendere lo stato sociale –si tratta poi di verificare la validità delle singole misure-), ai tre assi fondamentali: (a) qualità del lavoro (lotta alla precarietà, percorsi di stabilizzazione, aumento della sicurezza sui luoghi di lavoro, investimenti nel sistema scolastico e formativo lungo tutto l’arco della vita); (b) redistribuzione del reddito (riduzione del carico fiscale sui salari e sui redditi più bassi, finanziamento delle politiche sociali: dal fondo per la non autosufficienza agli asili nido, la lotta alle nuove povertà) e strategie di sviluppo centrate su giovani e donne (pari opportunità, azioni volte alla conciliazione dei tempi di vita-lavoro, lotta alla violenza e alle discriminazioni); (c) lo sviluppo sostenibile come principio trasversale a tutte le strategie (promuovere il dinamismo economico, sociale e culturale della regione, secondo l’approccio condiviso agli stati generali della sostenibilità –voluti da Martini e dalla associazioni ambientaliste e tenuti nel novembre 2007-, attraverso azioni di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, un forte impegno per la raccolta differenziata e la riduzione della quantità complessiva dei rifiuti prodotti, il risparmio e il riuso dell’acqua, la limitazione dell’espansione edilizia privilegiando il recupero, la promozione della mobilità sostenibile con un trasporto pubblico efficiente) e l’uso della leva fiscale fortemente selettiva a sostegno delle azioni virtuose in campo ambientale e dello sviluppo sostenibile.

Sollecitazioni in tal senso sono venute anche dal tavolo a sostegno delle imprese che reinvestano gli utili in azienda o a non disperdere in mille rivoli i finanziamenti per la Ricerca. Ci ricordiamo quando, ancora recentemente, le associazioni ambientaliste sostenevano queste cose spesso inascoltate. Bene, ora non è così: se son rose fioriranno, visto che, oltretutto, siamo a maggio.

NB: Le parti in corsivo appartengono al DPEF
(1.continua)

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