[02/05/2008] Comunicati

Nanoscienze e nanotecnologie, ecco il codice di condotta per una ricerca responsabile

LIVORNO. Dall’Ue arriva il Codice di condotta per una ricerca responsabile nel settore delle nanoscienze e delle nanotecnologie: pubblicata in Gazzetta europea del 30 aprile la raccomandazione della commissione che fornisce agli Stati membri, ai datori di lavoro, ai finanziatori della ricerca, ai ricercatori e più in generale a tutti i soggetti e alle organizzazioni della società civile orientamenti “a favore di un approccio responsabile e aperto” alla ricerca affinché nella Comunità la ricerca venga condotta in “un quadro sicuro, etico ed efficace a sostegno di uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile”.

Il codice completa la normativa in vigore, non limita né pregiudica le possibilità degli Stati membri di concedere un livello di tutela superiore a quanto stipulato, ma invita ad agire in modo responsabile e a cooperare, conformemente al piano di azione e alla strategia della Commissione a favore delle nanoscienze e delle nanotecnologie. Non è un documento obbligatorio, ma volontario, dovrebbe facilitare e sostenere gli approcci regolamentari e non regolamentari definiti nel piano di azione per l’Europa 2005-2009 a favore delle nanotecnologie, migliorando l’applicazione della regolamentazione vigente e affrontando le incertezze scientifiche.

E’ un documento che verrà rivisto ogni due anni dalla Commissione per tenere conto dei progressi nel settore su scala internazionale e della loro integrazione nella società europea. Ed è un documento che potrebbe servire anche da base europea per il dialogo con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali.

Per il codice, la ricerca nelle nanoscienze e nelle nanotecnologie è quella ricerca che comprende tutte le attività di studio aventi ad oggetto la materia su scala nanometrica (da 1 a 100 nm), include tutti i nano-oggetti (come le nanoparticelle e i relativi aggregati su scala nanometrica, i nanosistemi, i nanomateriali, i materiali nanostrutturati e i nanoprodotti) prodotti dall’uomo sia intenzionalmente che involontariamente, ma esclude quelli di origine naturale. Comprende inoltre le attività che vanno dalla ricerca fondamentale alla ricerca applicata, lo sviluppo tecnologico e la ricerca pre-normativa e co-normativa che sono alla base dei pareri scientifici, delle norme e delle regolamentazioni.

La tecnologia è recente, ma in quattro anni le nanotecnologie innescate dalle tecniche e dagli strumenti della microelettronica, stanno acquisendo postazioni di tutto rispetto nella scena industriale a livello globale. I campi di applicazione sono svariati: vanno dalla salute all’elettronica, passando per il tessile e trovano sempre più spazio anche nel campo ambientale.
Le nanotecnologie consentono infatti di ottenere nuovi prodotti a basso impatto ambientale nell’ambito dei dispositivi elettronici; plastiche a basso impatto ecologico; rivestimenti anti-corrosione; compositi più leggeri e più strutturati per mezzi di trasporto e nuovi processi di produzione a migliore efficienza energetica, come lo sviluppo di nuovi prodotti e nuove formulazioni, e di catalizzatori più efficienti.

Insomma una frontiera importante in cui un codice di condotta per la ricerca può fare molto: fornire indicazioni su come giungere alla buona governance guidata dai principi di apertura a tutte le parti in causa, di trasparenza e di rispetto del diritto legittimo di accesso all’informazione; al dovuto rispetto del principio di precauzione anticipando il potenziale impatto dei loro risultati sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza.

Le attività di ricerca - secondo il codice – dovrebbero infatti essere comprensibili al pubblico, rispettare i diritti fondamentali ed essere condotte nell’interesse del benessere degli individui e della società nella concezione, nell’attuazione, nella divulgazione e nell’uso. Dovrebbero essere sicure ed etiche e contribuire allo sviluppo sostenibile al servizio degli obiettivi di sostenibilità della Comunità; non dovrebbero nuocere agli esseri umani, alla flora, alla fauna, all’ambiente, né costituire una minaccia biologica, fisica o morale nei loro confronti, né ora né in futuro.

Ele.Sant.

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