[05/05/2008] Acqua

Summit sull´acqua in Valdicecina

PISA. Tutta l’area della Valdicecina negli anni scorsi e ancora recentemente, ha sofferto notevoli crisi idriche. Tra le soluzioni messe in campo per il superamento della fasi critiche, previste in particolar modo nel periodo estivo, vi è la progettazione di interventi infrastrutturali che necessitino di tempo per poter essere completati. Per fare il punto della situazione e attivare un coordinamento tra enti preposti, la provincia di Pisa ha promosso, anche su indicazione delle amministrazioni comunali dell’area, il summit “Coordinamento per gli indirizzi di programmazione sulla gestione della risorsa idrica”, che si terrà mercoledì 7 maggio presso il comune di Cecina. Parteciperanno i sindaci dei comuni di Volterra, Pomarance, Castelnuovo Valdicecina, Montecatini Valdicecina, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale, Monteverdi, Castellina e Cecina; il presidente della Comunità montana dell’Alta Valdicecina, il presidente di Asa, l’Ato 5 Livorno, la provincia di Siena. Durante l’incontro sarà presentato (da Asa), il progetto preliminare per l’invaso di Puretta.

Ricordiamo che si tratta di un invaso artificiale da mettere a servizio del campo pozzi lungo il fiume Cecina che alimenta dagli anni Settanta l’acquedotto che serve i comuni di Volterra e Pomarance. I pozzi sono scavati nelle ghiaie della piana alluvionale del Cecina, che in quell’area hanno uno spessore massimo di circa 10 metri. Nella stagione secca il livello nei pozzi cala sensibilmente, insieme alle portate superficiali del fiume, e la disponibilità idrica dell’acquedotto viene di conseguenza ridotta provocando disservizi all’erogazione dell’acqua. L’invaso di Puretta avrebbe quindi la funzione di accumulare acqua dal Cecina nella stagione piovosa, per utilizzarla nell’alimentazione del subalveo durante i mesi critici.

Ma l’invaso ancora non c’è e quindi quali le soluzioni a breve termine per l’approvvigionamento idrico dell’Alta Valdicecina? Per il 2008 gli enti prevedono di affidarsi al ravvenamento della falda pompando acqua da alcuni invasi collinari ubicati in provincia di Siena; a breve-medio termine un obiettivo per ridurre ancora la probabilità di crisi idriche estive (ancora da verificare) è il completamento della dorsale di acquedotto nel tratto da Ponteginori a Saline, che consentirebbe di utilizzare a pieno le potenzialità dei pozzi del Trossa. Sul fronte finanziamenti buone notizie dal Ministero dell’ambiente, che ha concesso il nulla-osta per la rimodulazione: quasi 15 milioni di euro su 40 complessivi di investimenti previsti per i progetti relativi al Bacino pilota del Cecina. Tale disponibilità economica potrebbe accelerare gli interventi, ad esempio, proprio per il completamento della dorsale Ponteginori-Saline. Infine durante il summit si parlerà del progetto Idros (che ha sollevato molte polemiche da parte degli ambientalisti), ora arrivato ad un passo dalla sua concretizzazione. Infatti Solvay si farà carico della realizzazione del monitoraggio dell’impermeabilizzazione dei cavi nei quali sarà immagazzinata l’acqua. È compito ora del comune di Montescudaio dare applicazione ad Idros, autorizzando l’impianto necessario, ovvero i tre invasi di stoccaggio dell’acqua in località Fiorino.

Dagli invasi Solvay potrà attingere annualmente 2,5 milioni di metri cubi di acqua per uso industriale, senza fare quindi ricorso ai pozzi nel periodo estivo. Contestualmente, informano dalla provincia di Pisa, Solvay dovrà inserire nell’ambito di Idros tutti gli aspetti di compensazione ambientale dell’intervento, che dovranno consistere nella creazione di un parco ad uso pubblico nell’area, una zona umida per la valorizzazione dei flussi migratori ed una zona ricreativo-sportiva.

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