[07/05/2008] Rifiuti

In Garfagnana anche la carne prende ´la strada breve´: ed è un successo

LUCCA. La qualità e il risparmio si cercano “sotto casa”. Almeno in lucchesia dove dopo il gran successo dei distributori del latte (cinque mila litri la settimana) e della vendita diretta in azienda agricola dei prodotti agroalimentari, tipici e floricoli (dal 2005 al 2008 sono passate da 18 a 45), anche la carne prende la “strada breve”. In Garfagnana e Media Valle del Serchio sono operativi un centinaio di piccoli allevatori che possono garantire qualità e prezzi adeguati anche per un alimento “nobile” come la carne, grazie alla filiera zootecnica corta. Questa esperienza, la prima in provincia di Lucca, una delle poche in Toscana, denominata “Altra Macelleria”, trova il punto vendita al consumatore nel comune di Gallicano (Via Cavour di fronte a Palazzo Civico).

Le modalità di vendita sono peculiari: l’”Altra Macelleria” è gestita direttamente da sei allevatori che a turno portano i loro bovini già macellati, sezionano le carni, e confezionano i pacchi formato famiglia da 8 o da 10 chili (11,50 euro il costo al chilo) che contengono bistecche, macinato, fette per scaloppine e arrosto, brasato, medaglioni, spezzatino e lesso. Non si può scegliere il “pezzo” o il “taglio” perché la carne è tutta uguale (e costa tutta uguale) e si deve ordinare (Apa di Lucca allo 050-974130 oppure Lorena Pioli al 346-0895999). La formula piace ai consumatori che confermano la veridicità dello slogan: all’”Altra Macelleria” si vende al dettaglio ma si paga all’ingrosso.

«C’è stata quella risposta che ci si aspettava da parte del consumatore - dichiara Marco Veronesi, Direttore Apa provinciale, l’associazione che raccoglie gli allevatori della lucchesia – abbiamo venduto circa 30 capi per un totale di quasi 10 mila chilogrammi di carne (in 10 mesi ndr). E non è poco. Siamo riusciti a concretizzare il concetto di filiera corta per portare benefici al consumatore e agli allevatori che possono ricavare dai 5 a 6 euro al chilo rispetto a quello che avrebbero ricavato vendendo direttamente all’ingrosso. Un ritorno importante per un settore in forte difficoltà».

Il progetto è sostenuto dalla Comunità montana della Garfagnana con la partecipazione della provincia di Lucca, comune di Gallicano, Gal e gestito dall’Apa d’intesa con le associazioni di categoria di riferimento tra cui Coldiretti Lucca. Dai dati a disposizione pare che tutti guadagnino: il consumatore risparmia fino al 30%, rispetto alla vendita al dettaglio ed anche alla grande distribuzione, trovando inoltre allegata la garanzia di qualità (la carne è tracciata e certificata). L’allevatore ottiene quel margine, in termini economici, che altri canali assottigliavano enormemente.

Ma non è finita qui: la qualità del prodotto è associata al minor impatto sull’ambiente grazie ai brevi spostamenti «La carne proviene da vitelloni iscritti al Marchio carne bovina della Garfagnana e Media Valle del Serchio- continua Veronesi- bovini Doc, del posto, allevati e cresciuti qui, nei nostri pascoli. Stiamo parlando di carne a km zero o quasi. A bassissimo impatto ambientale. Carne che non ha bisogno di tir e camion per spostarsi. Al massimo è costretta a percorrere cinque chilometri per finire sul banco del negozio di Gallicano». Tutto pare che funzioni. Anche sul piano dei controlli, con i nuovi regolamenti europei in tema di sicurezza alimentare (il cosiddetto “pacchetto igiene” entrato in vigore nel 2006) i produttori sono responsabilizzati e i controlli sono puntuali.

Completamente soddisfatta dei primi risultati del progetto Coldiretti, tra i maggiori promoter della filiera corta «La nostra organizzazione – fa presente Lelio Alessandri, vice direttore Coldiretti – è da anni impegnata nella promozione e nella costruzione di progetti capaci di incentivare la filiera corta. Esempi come i distributori o la semplice vendita diretta in azienda dimostrano che si possono dare alternative a chi consuma. Possono scegliere dove e come, e quanto spendere. La filiera corta – continua Alessandri - non è un tentativo di spodestare i piccoli commercianti ma un tentativo di offrire maggiori chance all’agricoltura proiettata verso un futuro di multifunzionalità».

Ma l’associazione di categoria mira ad estendere l’esperienza «Ora c’è da lavorare, ancora una volta tutti insieme, per ripetere la stessa esperienza nella Lucca città ed il finanziamento recentemente accordato dalla Regione Toscana alla provincia di Lucca per la realizzazione di un Farmers’ Markets dovrebbe essere un´occasione per realizzarlo» conclude Alessandri.

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