[08/05/2008] Comunicati

Wwf, Legambiente e Pecoraro Scanio: Tutti pazzi per Stefy

LIVORNO. La nomina di Stefania Prestigiacomo a ministro dell’ambiente è stata accolta come un sostanziale “scampato pericolo” da parte delle associazioni ambientaliste. Ecco i primi commenti. Il Wwf, che nel suo dna ha soprattutto e da sempre la tutela dell’ambiente più che un’idea di economia ecologica, evidenzia lo scampato pericolo rispetto alla paventata ipotesi di accorpamento del ministero dell´Ambiente con quello delle Infrastrutture. «La scelta di mantenere un ministero dedicato all´Ambiente e alla difesa del territorio - ha dichiarato Enzo Venini, presidente del WWF Italia - da legittimità ad un tema complesso non solo al livello nazionale ma anche per i delicati rapporti e gli improrogabili impegni internazionali, dalla sfida sui cambiamenti climatici alla crisi alimentare legata a filo doppio con la difesa della biodiversità sull´intero pianeta».

Sulla stessa linea anche l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che si è detto soddisfatto che Berlusconi abbia deciso «di mantenere in vita il ministero, evitando di accorparlo alle infrastrutture, e che a ricoprire il ruolo di responsabile del dicastero sia una donna. E´ un´idea che giudico positivamente» ha detto, aggiungendo che «molte volte le donne hanno un’attenzione maggiore all´ambiente. Insomma penso che possa essere un bene».

Dal nostro punto di vista invece, come ricordato più volte, continuare a mantenere un ministero dell´ambiente nell´era della sostenibilità è avere un´idea dell´ambiente come cosa altra dalla politica economica, una idea da "rimedio ai mali dello sviluppo" e non da necessario riorientamento dell´economia.

Anche Legambiente sembra tirare un sospiro di sollievo: «Una buona scelta, un politico competente con una positiva sensibilità ambientale» dice il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza. Legambiente ci tiene a ricordare che Prestigiacomo è uno dei pochi parlamentari del Pdl che, prima delle elezioni, ha sottoscritto il patto per l’ambiente che l’associazione ha sottoposto a tutti i candidati: «Chissà se Prestigiacomo, firmando quella carta di impegni, immaginava di condurre proprio il ministero dell’Ambiente – continua Cogliati Dezza – certo è interessante sottolineare che il nuovo ministro, condividendo quei principi, ritenga che la sfida ecologica sia una grande occasione di crescita, anche economica e sociale del nostro Paese».

Tra le questioni centrali del patto per l’ambiente di Legambiente, continua il comunicato «ci sono ad esempio i mutamenti climatici e l’innovazione energetica, la necessità di rendere più convenienti la raccolta differenziata e il riciclo rispetto alle altre forme di smaltimento, il secco no agli ogm e ai condoni edilizi e la richiesta di inserire i crimini ambientali nel Codice penale. Su questi temi Prestigiacomo, sottoscrivendo il patto, ci ha dato una importante indicazione sul suo modo di interpretare la questione ambientale. Naturalmente – conclude il presidente nazionale di Legambiente – non le faremo nessuno sconto, soppeseremo con attenzione le scelte future in materia ambientale del ministero così come quelle dell’intero governo Berlusconi».

Tra le “questioni centrali” del patto citate, Legambiente omette la questione nucleare, che fu l’unico dei 13 punti che la Prestigiacomo non firmò. «Rispetto alla possibilità di veder nominati ben peggiori personaggi – spiega a greenreport Vittorio Cogliati Dezza – quella del nucleare non era la questione su cui fare il discrimine. Primo perché comunque non è in capo al ministero dell’ambiente; secondo perché era scontato che su questo tema, sul quale ovviamente continueremo a dare battaglia, fossimo su fronti diversi; terzo perché in quel comunicato citiamo solo alcune questioni a livello generale. In questo momento insomma, è per noi più importante vincolare l’individuazione della Prestigiacomo alle tante potenziali positività, sulle quali non abbassiamo la guardia, e quindi aspettiamo azioni concrete di governo». (db)

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