[20/05/2008] Consumo

Agroalimentare: l’Ue toglie i lacci per soddisfare la domanda in crescita

BRUXELLES. La crisi alimentare spinge i prezzi e libera l’agricoltura europea dai lacci e così la Commissione Ue, ignorando le proteste dei Paesi in via di sviluppo per tutti i sussidi e le facilitazioni già concesse, ha proposto oggi di «ammodernare, semplificare e snellire ulteriormente la politica agricola comune, liberando gli agricoltori dalle rimanenti pastoie affinché possano soddisfare la crescente domanda di prodotti alimentari».

La commissaria Ue all´agricoltura e allo sviluppo rurale, Mariann Fischer Boel, spiega che «La valutazione dello stato di salute non è altro che un modo per affrancare gli agricoltori affinché possano soddisfare la domanda in aumento e rispondere rapidamente alle sollecitazioni del mercato. Si prefigge anche di semplificare, snellire e modernizzare la Pac, offrendo ai nostri agricoltori gli strumenti adatti per gestire le nuove sfide cui devono far fronte, come i cambiamenti climatici».

Le proposte prevedono una serie di cambiamenti che rendono gli agricoltori liberi da (a volte inutili) restrizioni, per poter massimizzare il loro potenziale di produzione. Insomma, i prezzi che imprigionano nella fame e nella miseria ottocento milioni di persone liberano i campi europei dai vincoli, il mondo deve essere nutrito e i prezzi sono eccellenti, le riserve scarseggiano e l’agricoltura industriale dei Paesi ricchi può ripartire alla grande. Ma va detto che non mancano nemmeno le misure compensative e una dichiarata attenzione alla difesa della biodiversità. La Commissione propone anche l´abolizione del premio alle colture energetiche.

Ecco le misure proposte dalla Commissione Ue: abolizione della messa a riposo, cioé dell´obbligo per gli agricoltori di lasciare incolto il 10% dei seminativi, per massimizzare il potenziale di produzione.

Estinzione graduale delle quote latte: da estinguere nel 2015. Per favorire una "uscita morbida", la Commissione propone cinque maggiorazioni annuali delle quote nella misura dell´1% tra il 2009/10 e il 2013/14.

Disaccoppiamento degli aiuti: con la riforma della Pac gli aiuti diretti corrisposti agli agricoltori non erano più vincolati alla produzione di un particolare prodotto. Alcuni Stati membri avevano scelto di mantenere una parte dei pagamenti "accoppiati" (cioè vincolati alla produzione), la Commissione propone di abolire i tutti gli aiuti accoppiati e di integrarli nel regime di pagamento unico, ad eccezione dei premi per le vacche nutrici, le pecore e le capre, per i quali gli Stati membri possono mantenere gli attuali livelli di aiuto accoppiato.

Abbandono del modello storico: in alcuni Stati membri gli agricoltori percepiscono aiuti calcolati in funzione dell´importo ricevuto durante un periodo di riferimento, mentre in altri i pagamenti sono calcolati su base regionale e per ettaro. Con l´andare del tempo, il modello storico diventa sempre più difficile da giustificare, per cui la Commissione propone di autorizzare gli Stati membri a forfettizzare i regimi di aiuti.

Proroga dell´Rpus: dieci dei dodici nuovi Stati membri dell´Ue applicano il regime semplificato di pagamento unico per superficie (Rpus) che dovrebbe cessare nel 2010, la Commissione propone di prorogarlo al 2013.

Condizionalità: l´erogazione di aiuti agli agricoltori è condizionata al rispetto di determinati vincoli ambientali, di benessere animale e di qualità alimentare. Gli agricoltori che non rispettano tali norme si vedono tagliare gli aiuti. Questo "condizionalità", sarà semplificata, eliminando gli obblighi che non sono pertinenti o che ricadono sotto la normale responsabilità dell´agricoltore. Saranno aggiunti nuovi requisiti per salvaguardare i benefici ambientali del regime della messa a riposo e per migliorare la gestione idrica.

Sostegno ai settori con problemi specifici: gli Stati membri possono trattenere, per settore, il 10% dei massimali di bilancio nazionali applicabili ai pagamenti diretti, da destinare a misure ambientali o al miglioramento della qualità e della commercializzazione dei prodotti del settore in questione. La Commissione vuole uno strumento più flessibile: il denaro non dovrà più essere speso necessariamente nello stesso settore, ma potrà servire ad aiutare i produttori di latte, carni bovine o carni ovine e caprine in regioni svantaggiate, oppure a sovvenzionare misure di gestione dei rischi quali polizze di assicurazione contro le calamità naturali e fondi comuni di investimento per le epizoozie; il regime diventerebbe accessibile anche ai paesi che applicano l´Rpus.

Storno di fondi dagli aiuti diretti allo sviluppo rurale: gli agricoltori che ricevono più di 5.000 euro l´anno di aiuti diretti si vedono detrarre il 5%, quota che viene devoluta al bilancio dello sviluppo rurale. La Commissione propone di aumentare questa percentuale al 13% entro il 2012. Le grandi aziende agricole subirebbero ulteriori tagli (un 3% in più per i beneficiari di aiuti eccedenti un totale annuo di 100 000 euro, 6% per oltre 200 000 euro e 9% per oltre 300 000 euro). I fondi così ottenuti potranno essere utilizzati dagli Stati membri a sostegno di programmi in materia di cambiamenti climatici, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche e biodiversità.

Meccanismi d´intervento: le misure di contenimento dell´offerta non debbono frenare la capacità degli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato. La Commissione propone di abolire l´intervento per il frumento duro, il riso e le carni suine, di azzerarlo per i cereali da foraggio e di assoggettarlo ad una procedura di gara per il frumento panificabile, il burro e il latte scremato in polvere.

Limiti ai pagamenti: gli Stati membri dovrebbero applicare una soglia minima di pagamento di 250 euro per azienda o una superficie minima di 1 ettaro, o entrambe.

Altre misure: una serie di regimi di sostegno minori saranno disaccoppiati e trasferiti all´Rpu, con effetto immediato per canapa, foraggi essiccati, colture proteiche e frutta a guscio, e al termine di un periodo transitorio per riso, patate da fecola e fibre lunghe di lino.

Torna all'archivio