[30/05/2008] Comunicati

Diritto di informazione e partecipazione, Commissione Ue cambia regolamento interno

LIVORNO. Se un cittadino, un ente, un’associazione, o un’organizzazione vuole avere informazioni e partecipare ai processi decisionali in materia ambientale della Commissione europea può farlo secondo il nuovo regolamento della stessa. La Commissione ha, infatti, modificato il proprio regolamento interno per quanto riguarda le modalità di applicazione della convezione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione al pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale (Decisione pubblicata in Gazzetta ufficiale europea di oggi).

Nel panorama europeo esiste un regolamento generale (1367/2006) che istituisce disposizioni per l’applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione di Aarhus. Ma tale regolamento prevede anche che (se necessario) le singole istituzioni e i singoli organi comunitari adeguino i propri regolamenti interni alle disposizioni del regolamento in questione. E così ha fatto la commissione.

Non esistendo né nel regolamento relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001,) né nelle modalità di applicazione di questo regolamento alla Commissione una disposizione specifica per quanto riguarda l’accesso alle informazioni ambientali che non sono detenute dalla Commissione, l’ha introdotta. Dunque nel caso in cui riceva una richiesta di accesso a informazioni ambientali che non sono in suo possesso, l’istituzione interpellata dovrà indicare al richiedente, almeno entro 15 giorni lavorativi (a partire dalla data di registrazione della domanda da parte del servizio responsabile della Commissione) l’istituzione o l’organo comunitario o l’autorità pubblica che detiene le informazioni richieste.

Per quanto riguarda la partecipazione, la comunicazione “Principi generali e requisiti minimi per la consultazione delle parti interessate ad opera della Commissione” definisce disposizioni generali in merito alle opportunità concrete per il pubblico di partecipare all’elaborazione, alla modifica o alla revisione di programmi o piani in materia ambientale quando tutte le possibilità sono ancora aperte. Tali disposizioni dunque devono essere applicate da tutti i servizi della Commissione ai fini della preparazione, modifica e riesame dei piani e dei programmi in materia di ambiente.

Il nuovo regolamento poi, oltre a prevede l’adozione di modalità d’applicazione da parte della Commissione di specifiche disposizioni sul riesame interno degli atti amministrativi e in caso di omissioni amministrative, dispone una guida pratica per fornire le opportune informazioni al pubblico dei diritti di cui gode.

E questo anche perché la Convenzione di Aarhus (1998) richiede che la partecipazione sia preceduta da una adeguata attività informativa da parte delle autorità che consenta ai cittadini di partecipare effettivamente ed efficacemente nel processo decisionale. Del resto la Convenzione internazionale ha portato un proprio contributo originale nello sviluppo della disciplina ambientale rafforzando (almeno sulla carta) il ruolo dei cittadini e delle associazioni nei processi di decisione ambientale. Ruolo che potremmo definire di interlocutori necessari delle autorità pubbliche: il “pubblico” nel linguaggio convenzionale (e dunque anche in quello europeo che traduce l’atto internazionale), non può più essere considerato come destinatario passivo di scarne attività informative, ma deve esser messo in condizione di esercitare funzioni di controllo e di collaborazione attiva all’interno delle politiche ambientali.

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