[30/05/2008] Comunicati

La Cina approva la legge per punire i reati edilizi

LIVORNO. Il terremoto e le alluvioni in corso in Cina hanno rivelato un uso del territorio indecente, tanto che le proteste contro le autorità locali sono fortissime. La speculazione edilizia selvaggia ha invaso il territorio costruendo case che sono crollate su se stesse come fossero di cartone, la pianificazione urbanistica è piegata alle pressioni di affaristi che occupano spazi con la complicità dei funzionari comunisti, scacciano i contadini, costruiscono sulle sponde dei fiumi e in zone sismiche senza nessuna precauzione. Il bilancio delle vittime è enorme, le purghe contro i colpevoli ed i corrotti sono già iniziate per mitigare la rabbia del popolo.

Ma la rabbia che sale dalle macerie immense del sisma e dalle case allagate ha spinto anche il governo di Pechino ad approvare urgentemente la legge "Metodi di punizione delle violazioni ai regolamenti sulla gestione del territorio", che rimpiazzerà quella sui "Metodi provvisori di punizione delle violazioni ai regolamenti sulla gestione del territorio", approvata solo nel giugno 2007.

L’importanza del documento è confermata dagli organismi che lo pubblicano congiuntamente: la Commissione centrale di controllo della disciplina, il ministero della supervisione, il ministero delle risorse umane e della sicurezza sociale e il ministero del territorio e delle risorse naturali. L’agenzia ufficiale Xinhua annuncia solennemente che «La nuova legge è una nuova indicazione che il Comitato centrale del Partito Comunista (Pcc) ed il Consiglio degli affari di Stato (il governo cinese ndr) hanno sempre dato priorità al problema della gestione del territorio. Sono diverse misure importanti prese dalle autorità per mantenere riguardanti la gestione del territorio.

Secondo Commissione centrale di controllo della disciplina «Le regolamentazioni esistenti hanno giocato un ruolo importante dopo il primo decreto del 2 marzo 2000, ma hanno bisogno di essere emendati e migliorati al fine di obbedire ai bisogni di cambiamento». La Cina si trova di fronte a sempre più estese proteste contadine per l’occupazione illegale di terreni agricoli per costruire industrie e aree residenziali che spesso culminano in scontri con le forze dell’ordine al servizio dei corrotti dirigenti locali del Pcc.

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